Archivi tag: scelte

Parlare delle tenebre mi sembra troppo impegnativo allo stesso tempo soffermarmi sulla luce mi fa temere la fine della falena. Allora parlerei, se siete tutti daccordo, della penombra, del tramonto, dell’ombra al limite se proprio fossi ispirato. Parlerei dell’assenza di luce piena che ottunde gli oggetti, mi soffermerei a disquisire di mediani, di linea di mezzo, di “nel mezzo del cammin di nostra vita” se mi salisse la vanità letteraria. Mi sentirei tranquillo a soffermarmi sul fulcro per lasciare le cose in equilibrio… d’altra parte dove sta la virtù?

Non troppo di qua né troppo di la, al centro per così dire.

La penobra appunto, né bene né male, né abisso né vetta, assenza di scelta, decolorare verso il buio ma ancora distinguibile e che il tempo faccia la sua parte…all’abisso ci si arriva di sicuro basta lasciar scorrere le lancette.

Nessuna scelta se non quella passiva di vivere in attesa di vedere cambiamenti, in attesa che altri scelgano per noi e poi lamentarsi. Assenza di luce assenza di buio. Né troppo angeli per essere artefici del nostro domani né troppo demoni per spaccare il nostro oggi, all’ombra delle scelte piuttosto che nella luce delle idee o nella tenebra della violenza.

Di questo vorrei parlare oggi, di come siamo diventati, camminiamo rasenti ai muri flagellati dalla nostra autocommiserazione e aspettiamo. Né luce né tenebre. Bye bye. Né, né.


Radici

Ieri ho fotografato le radici di un albero centenario. Garantivano con il loro groviglio la resistenza al vento e alla pioggia di un tronco enorme e svettante verso il cielo. Ci sono alberi e radici molto diverse fra loro, c’è chi si allarga e chi va in profondità, molto in profondità, perchè l’importante è garantire la vita e la crescita della pianta.

Le radici di noi esseri umani sono legate alla famiglia di origine, a quella che, se del caso, ci creeremo nella nostra vita, al territorio, ma anche alla formazione, alle scelte, al comportamento, ogni azione diventa radicamento e anche le nostre radici possono allargarsi o andare in profondità in base alla nostra indole.

Ricordare le proprie radici sarebbe molto utile per ognuno di noi perché ci ricondurrebbe alla reale essenza del nostro essere. Siamo anche il frutto dei nostri avi e conserviamo sempre un tratto d’origine. Mio padre ripeteva spesso un motto sardo che tradotto fa più o meno così “ramo di fico, tronco di fico”.

Il resto sono solo sovrastrutture e costruzioni della nostra immagine pubblica ma il tratto d’origine troverà sempre il modo di emergere, prima o poi.

Come nelle giovinette belle della loro adolescenza che solo guardandole vicino alle loro mamme si ha un quadro del futuro come in una semplice e diretta macchina del tempo.

Voler tranciare le proprie radici può anche essere un desiderio legittimo specialmente in giovane età ma intanto quelle restano e prima o poi torneranno ad alimentare la nostra vita e a ricordarci da dove veniamo.

Le radici di un essere umano a differenza di quella di una pianta non si possono mai estirpare completamente, fortunatamente e purtroppo.