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Splash

Ragazzi, non so cosa sia successo.

Ieri sera ho zappato su canale 5 e ho visto la parte finale della trasmissione “jump, stasera mi tuffo”. Penso e spero che l’impepata di cozze mi sia rimasta pesantuccia e io sia stato preda dei fumi del peyote gastronomico e abbia visto perciò mostri riprodotti dallo schermo sfavillante.

Un groppo alla gola mi ha attanagliato tanto da far andare la mia memoria a trasmissioni del passato quali “Furore” oppure “Macao” e mi sono immagino passeggiare in una galleria semibuia sovrastato dai busti bronzei di Boncompagni, della compagnia del Bagaglino al completo, di Ezio Greggio con Has Fidanken tutti padri fondatori del catodico elevati a Dei se paragonati a questi piccoli mortali , nel senso che inducono il telespettatore a gesti insani.

Non farò nomi per non incorrere in querele ma guardatevi qualcosina su internet. Occhi persi nel vuoto, annacquati non dal cloro della piscina, bocche aperte da eccesso di botox e tette, tante tette a chili.

Presentatore e giuria impreziosivano i loro interventi con commenti alle forme femminili che facevano ben pensare per il futuro della parità dei sessi (tutti e tre) visto anche la presenza dell’onorevole (donna, silente al cospetto degli oltraggi verbali) che ha sdoganato la coppia lesbo. Tutto very politically correct. Vi invito al proposito a sentire qualche commento del presidente della giuria che tanto mi ha fatto rimpiangere le riprese da sotto gonna delle ballerine sui tavoli di “Furore”.

Ma tanto il mio è solo un incubo infatti quando mi sveglio ritrovo la Melandri che festeggia con Marino la sua nomina a sindaco e mi tranquillizzo, il mondo reale esiste e non può essere che la settimana prossima questo fritto misto di ingialliti personaggi televisivi si ripresenti sul trampolino di questa Roma che non so cos’altro dovrà sopportare, click.


Mare

Mi rendo conto che se devo andare al mare non conosco quasi nessuna spiaggia.

Non vivo sul Monviso e neppure a Mortara che mi darebbe diritto a non essere ferrato sulle migliori spiagge del litorale ligure, vivo a Genova e questo non mi da scuse.

In realtà io ho sempre passato le mie estati all’isola Palmaria e questo mi bastava a fare il pieno di iodio e salino per un anno intero. Crescendo ho continuato a frequentare l’isola e a non conoscere le altre spiagge. Invecchiando, ho cominciato ad aver meno voglia di isola ma quando si presenta il bisogno di nuotare entro nel panico da ignoranza geografica.

A parte alcuni stabilimenti in città sempre buoni per un tuffo e via le riviere sono sconosciute.

Intanto si deve operare una scelta fra Ponente e Levante. La scelta poi si basa su litorale sabbioso, roccioso o pietroso, la pulizia dell’acqua è dettata da correnti che pare in alcuni luoghi siano particolarmente efficaci. Poi conta lo stabilimento che deve essere confortevole, il parcheggio che non deve essere estenuante, e il tragitto che non deve prevedere code inestricabili.

La sommatoria dei fattori comporta che sia meglio fare un investimento e si compri una bella piscina gonfiabile da mettere sul terrazzo con ombrellone, materassino e i confort domestici.

Se invece è lo spirito di avventura ad avere il sopravvento e volete proprio rischiare sembra che la spiaggia di Bergeggi sia ottimale, io andrò la dove non sono mai stato prima nella speranza di una nuotata rinfrescante e una dormita sotto l’ombrellone.


Terrazza

È inspiegabile perché comprare una casa con terrazzi, balconi, poggioli per poi non usarli.

Lasciare che nei vasi secchino i fiori per lasciare spazio a erbacce di ogni tipo, non mettere nemmeno un paio di seggiole e un tavolino all’aperto, lasciare che le sdraio dal telo a righe stingano fino a marcire, che sul pergolato secchi il bambù fino a diventa nero e lugubre, ma perché?

Io dalla casa dove abito ho una vista molto ampia e posso vedere decine e decine di balconi e terrazzi e mai li vedo animati.

Nessun maniaco dell’abbronzatura, nemmeno un cow boy che arrostisce bistecche al barbecue, solo un paio di piscine gonfiabili ma sempre deserte e un unico bambino che gira in bici su un terrazzo così spoglio da sembrare il tetto del Lingotto.

Le giovinette che prendono il sole con micro bikini, i toga party, le gare di tuffi con tanto di trampolino, le cene formali e i ricevimenti sui tetti con uomini eleganti e donne affascinanti si vedono solo nei film.

Qui tutto tace e nessuno mette il naso fuori casa. Genova è una città triste, mi ricordo le notti d’estate a Roma fin troppo casino, fin troppe feste tutte sui tetti, ogni terrazza un palcoscenico di nuove avventure. Qui si sta tutti rinchiusi all’ombra delle proprie certezze e sempre più soli.

Solo chi c’è nato e ci vive può tollerare una città tanto arrogante da essere arcigna.

P.S. Noi sulla terrazza ci siamo a pranzo e a cena da soli o con amici.


Doccia

Una bella doccia a fine giornata è un toccasana.

I muscoli si rilassano e il caldo dell’acqua che scorre sul corpo porta via la stanchezza e ogni stress.

L’acqua, non lo invento io, purifica e alleggerisce, toglie i pesi della vita.

Se è acqua e sapone profuma anche. Non c’è nulla di più sacro ma anche  di prosaico dell’acqua.

Calda per rilassarsi, fredda per tonificarsi.

Porta via le sconfitte della vita, ti lascia qualche minuto per meditare sulle vittorie, stimola l’adrenalina, predispone alla nottata.

C’è chi ama il bagno in vasca ma io preferisco la doccia, poi amo la doccia ghiacciata dopo una sauna, l’idromassaggio, la piscina, l’acqua di mare, il fiume, il lago, insomma amo l’acqua. L’unica che non mi piace è la pioggia, forse tollero la pioggia estiva ma per il resto la pioggia mi sta antipatica preferisco una piccola doccia in casa che controllo per calore, intensità, e durata e poi la faccio nudo, per strada sarebbe eccessivamente eccentrico. Buonanotte.