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Libreria

Molte cose si possono fare in diversi modi ma, in ogni modo, quando si fanno sono dei segnalatori della nostra personalità.

Mettere gli asciugamani in riga, allineare le ciabatte prima di coricarsi, stendere in ordine di grandezza usando mollette dello stesso colore per ogni capo, fare le valigie sigillando tutto in sacchetti trasparenti oppure ammucchiare tutto in borsoni, sistemare le scarpe nella scarpiera per colore, per modello, per utilizzo. A seconda che una cosa si faccia in un modo o nell’altro si possono capire molte cose di una persona.

Sistemare i libri per esempio è un ottimo segnale per capire chi hai di fronte e oltre tutto non necessita che si aprano mobili, e stanze per verificare altri parametri. Di solito nel salotto di una persona da poco conosciuta ci si passa.

Il metodo dei libri è infallibile soprattutto per le ragazze al primo appuntamento per avere un quadro del giovanotto che le ha appena invitate a “bere una cosa, su a casa

L’allineamento per altezza, per colore, per casa editrice, per argomento sono solo alcune delle variabili.

Pericolosissimi al limite del maniaco seriale sono i possessori di librerie ordinatissime (che spesso sommano le categorie sopra citate) nel caso capitiate in un salotto così tenete sempre le spalle al muro e guadagnate l’uscita con qualunque mezzo e rapidamente. Se c’è una maggioranza di libri dal dorso bianco va bene fuggire anche dalla finestra con il tacco dodici far le mani. Meglio le librerie incasinate che fanno presumere anche qualche lettura da parte del proprietario di casa, probabilmente non avrete trovato un grande amante ma sicuramente potrete scoprire una figura paterna che può sempre far comodo.

I migliori per chi cerca relazioni stabili sono quelli che mettono i libri in orizzontale e verticale con il solo criterio di riempire gli spazi, sono partner affidabili e solidi e persone miti e gentili oltre che di vasta cultura, spesso dedicati al piacere del partner oltre che al proprio. Ma se invece cercate solo una avventura di puro sesso per una notte dovrete trovare al posto della libreria qualunque altra cosa meglio se una tv da 60 pollici o una panca per gli addominali, attente però se c’è uno specchio sul soffitto della camera da letto avete trovato un vanesio innamorato più delle sue che delle vostre curve.

Io allineo le ciabatte, sistemo gli asciugamani e ordino le cose ma della libreria non rivelo nulla.


Oman

L’Oman è uno stato piccolo e prezioso come le piccole cose talvolta lo sono.

L’istruzione è gratuita fino a 16 anni, la sanità pure, per i funzionari pubblici è prevista anche una casa in affitto, le strade sono pulite e non si verificano particolari casi tali da impegnare le forze dell’ordine.

Il turismo è ben accetto e, quasi ovunque (almeno nei centri urbani), oltre all’arabo si parla l’inglese.

L’Oman mi piace perché è un Paese chiaro che non si sbriciola di fronte al senso di colpa tipico del cattolicesimo.

Ogni uomo può sposare fino a quattro donne ma ne deve garantire il mantenimento, deve possedere la casa dove abitare, i prezzi sono salati come in una bella città Italiana, deve offrire una dote, in totale disponibilità della moglie, di 100mila euro. Noi ne sposiamo una alla volta e ci sembra già troppo, ci facciamo mantenere dai genitori e la casa, se la compriamo, lo facciamo quando siamo ormai vecchi.

Poi tutto questo sembra vanificarsi dal volto coperto delle donne che però andrebbe meglio compreso e, come sempre, non catalogato per grossolane categorie di analisi. Infatti qui le donne godono anche di particolari attenzioni e sono rispettate probabilmente più che in Italia (se vogliamo essere anche qui grossolani). Lo dico non per voler pareggiare il conto con una pratica incomprensibile a noi occidentali ma per ricordare che non c’è niente di meglio o di peggio laddove esiste una forma di rispetto per la persona. Vorrei ricordare la negazione dei sacramenti ai divorziati che è una pratica certamente assai evoluta (?!) e in linea con lo spirito del Cristo del cattolicesimo occidentale, tanto per ricordarne una…

Non voglio fare grandi ragionamenti non è il luogo questo ne sono io l’osservatore destinato, ma, come ho detto,  l’Oman mi piace per la chiarezza. La porta della banca è in oro massiccio, tanto per ricordare a chi varca la soglia dove sta entrando, la benzina costa 20 cent al litro ma soprattutto le auto devono essere pulite altrimenti si rischia la multa compreso il secchio pieno d’acqua per provvedere subito a sistemare il mezzo.

 

 


Domenica

La domenica dovrebbe essere il giorno di riposo per chi non lavora facendo i turni o per chi non fa la casalinga, ambedue le categorie sono esonerate dal riposo settimanale.

Io non amo la domenica innanzitutto perché l’indomani è lunedì e perché è facile cadere nella pigrizia che poi ti devasta e ti copre di sensi di colpa dopo le 18e00 quando ti rendi conto di aver perso una giornata senza fare nulla di buono. Io ho l’ansia di ottimizzare il tempo.

Ho bisogno di fare delle cose per pensare di aver speso bene il tempo a mia disposizione. Questo comporta che non ho nessuna voglia di fare quello che dovrei fare e quindi mi invento sbocchi di attività che si rivelano totalmente inutili, ma gratificanti.

La domenica è la giornata dell’ordine.

Va bene: cambiare gli armadi, mettere a posto i cassetti, portare la roba in cantina, mettere a posto la cantina, pulire il garage, ordinare la scrivania, archiviare le mail, lavare le tende, stirare le tende e rimontarle, fare giardinaggio, sistemare il bagagliaio dell’auto, buttare le vecchie riviste, archiviare le bollette e dividere la corrispondenza, piantare quel chiodo.

Sono tutte attività domenicali di grande soddisfazione per il periodo invernale. Alle 18e00 vi sentirete utili e vi farete la doccia, l’energia potrebbe addirittura portarvi a mangiare una pizza fuori.

Di domeniche ne restano ancora 44, mica tante.