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Scirocco

Genova è una città ventosa e quello che c’era ieri non ci sarà domani se non ha solide fondamenta.

Genova è una città dove il vento porta la salsedine del mare a corrodere la pietra, gli stucchi e i ferri senza lasciarne, se non ricordi.

Si vive alla giornata, con la bonaccia in porto o il libeccio che impedisce la pesca.

Poi si beve un bianco al bar con un po’ di focaccia e si guardano i “foresti” passeggiare

“Te lo ricordi il Beppe?”

“Chi quello che abitava su in collina?

“Si lui”

“E che fine ha fatto?”

“È uscito in mare con lo scirocco, non l’han più trovato”

“Non sapeva mica navigare il nostro mare”

“e si, peccato”

“Peccato, Salute”

“Salute”

 


Mare

Mi rendo conto che se devo andare al mare non conosco quasi nessuna spiaggia.

Non vivo sul Monviso e neppure a Mortara che mi darebbe diritto a non essere ferrato sulle migliori spiagge del litorale ligure, vivo a Genova e questo non mi da scuse.

In realtà io ho sempre passato le mie estati all’isola Palmaria e questo mi bastava a fare il pieno di iodio e salino per un anno intero. Crescendo ho continuato a frequentare l’isola e a non conoscere le altre spiagge. Invecchiando, ho cominciato ad aver meno voglia di isola ma quando si presenta il bisogno di nuotare entro nel panico da ignoranza geografica.

A parte alcuni stabilimenti in città sempre buoni per un tuffo e via le riviere sono sconosciute.

Intanto si deve operare una scelta fra Ponente e Levante. La scelta poi si basa su litorale sabbioso, roccioso o pietroso, la pulizia dell’acqua è dettata da correnti che pare in alcuni luoghi siano particolarmente efficaci. Poi conta lo stabilimento che deve essere confortevole, il parcheggio che non deve essere estenuante, e il tragitto che non deve prevedere code inestricabili.

La sommatoria dei fattori comporta che sia meglio fare un investimento e si compri una bella piscina gonfiabile da mettere sul terrazzo con ombrellone, materassino e i confort domestici.

Se invece è lo spirito di avventura ad avere il sopravvento e volete proprio rischiare sembra che la spiaggia di Bergeggi sia ottimale, io andrò la dove non sono mai stato prima nella speranza di una nuotata rinfrescante e una dormita sotto l’ombrellone.


Vento

Si dice che il vento piaccia ai pazzi. Io l’ho sempre amato, fin da bambino.

Probabilmente perché fin da piccolo sono andato in barca e ho vissuto tutte le mie vacanze al mare su di un’isola o forse perché pazzo lo sono per davvero.

Genova, poi, è una città ventosa che spazza cattivi pensieri e buone intenzioni.

Più una volta che oggi che pare abbia deciso di placare la sua furia .

Qui non c’è il Ponentino romano che tutto ammorbidisce e rende languido, noi abbiamo la Tramontana, notoriamente non amata dai pescatori (pesce in tana) che però sembra si sia stufata di soffiare come faceva una volta gelida d’inverno, rinfrescante d’estate. Incapace, forse, di spazzare via tutta la rumenta figurata o reale depositata negli angoli della città e delle nostre coscienze.

Avere il vento che ti sferza la faccia con quel sapore salino leggermente umido è il principio reale di ogni avventura di ogni movimento verso il passo successivo, forse chi non è di mare non lo può capire. Chi è padano avrà altre emozioni,  chessò, la nebbia? le zanzare?  (due) Maroni.

La lontananza sai è come il vento…


Mare

Il mare è l’elemento più congeniale alla mia vita. Diversi miei parenti provengono da differenti isole e mi hanno trasmesso lo iodio prima che il dna.

Sott’acqua è l’unico luogo al mondo dove ho sperimentato cosa volesse dire essere tranquilli, rilassati, dimentichi di tutto il resto che non fosse l’istante che si stava vivendo.

In acqua provo sempre una sensazione di ritorno, di familiarità, di accettazione.

In acqua so quello che faccio, controllo il mio corpo e non ho paura per come lo faccio, semmai rispetto per la materia.

Ogni volta che nuoto mi sento bambino e adulto, grande e piccolo, maestro e alunno.

Ogni volta che nuoto non c’è spazio a pensieri che inquinino il mio cervello come sacchetti di indissolubile plastica.

Ringrazio Dio di aver creato il mare senza il quale la terra non avrebbe avuto il suo significato.

Non sarebbe esistito l’approdo senza la traversata.

Non sarebbe esistito un porto sicuro senza la mareggiata.

Non avremmo apprezzato la casa senza la barca.

Lo vedo ogni giorno ma meno lo frequento, purtroppo. Viviamo vicini senza più parlarci come una volta, ma basta un giorno per tornare un’unica cosa e quando succede, in quel giorno, io sento il mio corpo che mi ringrazia e mi sento felice come in nessun altro elemento so essere.

 


Doccia

Una bella doccia a fine giornata è un toccasana.

I muscoli si rilassano e il caldo dell’acqua che scorre sul corpo porta via la stanchezza e ogni stress.

L’acqua, non lo invento io, purifica e alleggerisce, toglie i pesi della vita.

Se è acqua e sapone profuma anche. Non c’è nulla di più sacro ma anche  di prosaico dell’acqua.

Calda per rilassarsi, fredda per tonificarsi.

Porta via le sconfitte della vita, ti lascia qualche minuto per meditare sulle vittorie, stimola l’adrenalina, predispone alla nottata.

C’è chi ama il bagno in vasca ma io preferisco la doccia, poi amo la doccia ghiacciata dopo una sauna, l’idromassaggio, la piscina, l’acqua di mare, il fiume, il lago, insomma amo l’acqua. L’unica che non mi piace è la pioggia, forse tollero la pioggia estiva ma per il resto la pioggia mi sta antipatica preferisco una piccola doccia in casa che controllo per calore, intensità, e durata e poi la faccio nudo, per strada sarebbe eccessivamente eccentrico. Buonanotte.