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Paura eh?

Le code fuori dai negozi di Armi in America sono lunghissime per riuscire ad accaparrarsi un’arma di assalto prima che una nuova possibile legge le dichiari fuorilegge.

Solo l’intenzione annunciata di Obama di pensare a ridurre la liberalizzazione delle armi ha provocato il panico.

Gli americani sono terrorizzati. In quasi tutta l’America non si può fare nulla: bere, fumare, drogarsi, prostituirsi, chiedere l’elemosina, spogliarsi, imprecare, sposarsi fra gay, adottare bambini, avere pari diritti, ma ovunque si possono comprare, possedere e utilizzare armi.

Come rinunciare a una pistola fumante? Siamo nel West per la miseria.

La soluzione non è vietare le armi ma aumentare la sicurezza, paura eh?

Quindi ben vengano i giubbotti antiproiettile per i bimbi che sostituiranno i grembiuli dei più piccoli e le tute da ginnastica degli adolescenti.

I metal detector ci sono già all’ingresso delle scuole ora anche i giubbotti, poi gli elmetti e infine un paio di granate per la ricreazione.

Noi abbiamo la mafia per la quale tanto ci prendono in giro gli americani, loro hanno la NRA la potentissima lobby delle armi, poche le differenze.

Speriamo solo che i Maya abbiano ragione e finisca tutto fra due giorni perché così, a far sembrare normale ciò che è folle, non si può andare avanti.

Bum Bum, bang, bang.


Cocaina

 

Fiumi di cocaina. Non è più la Milano da bere ma quella da sniffare. Se è vero, come sembra che anche a Mediaset, senza alcun coinvolgimento dei dirigenti inconsapevoli di quanto avveniva nei corridoi della loro azienda, si spacciasse polvere bianca. Sembra che le consegne avvenissero a botte da chilo da parte di un gentleman che girava con tanto di kalashnikov in pieno centro all’ora di punta, non si sa mai.

Mediaset è come qualunque altra azienda, forse con l’aggravante di essere frequentata da gente dello spettacolo più avvezza nell’immaginario collettivo al tirar su con il naso.

Ma la storia patria ricorda di molti casi di avvocati, manager, stilisti ma anche parrucchieri, studenti, idraulici, autisti, direttori e politici.

Insomma la coca piace e sembra necessaria per tenere alto l’umore della naufragante penisola.

Che fossimo in parte un bluff lo si era capito da tempo incapaci di sostenere il ritmo senza qualche aiutino, viagra, eurobond, coca…

Gli accordi fra Stato e mafia, le stragi di stato, i servizi segreti, la possibilità che in uno stato così piccolo esistano più rami di criminalità organizzata che in tutta la Cina sembrano elementi sufficienti a far comprendere che non ce la faremo mai, da soli.

In uno Stato in cui un tizio può consegnare cocaina in pieno giorno in una delle principali aziende italiane armato di mitraglietta, mi viene il sospetto che qualcosa non stia veramente funzionando.

Non vorrei essere allarmista ma forse tutta la cocaina che qualcuno sniffa si disperde nell’aria e nell’acqua contribuendo a far diventare tutti più euforici nonostante la folle corsa vero il burrone.

Intanto il lavoro non è più un diritto e bisogna guadagnarselo. Mentre un po’ di coca non si nega a nessuno. Molto bene Presidente, complimenti Ministri. L’importante è che l’Italia stasera vinca e ci porti tutti sulla striscia, pardon, sulla scia dell’entusiasmo.


Obiettivo

Un parere obiettivo è possibile?

Un analista analizzando dei numeri forse potrebbe, ma anche in questo caso potrebbe anche dare una sua versione della realtà matematica.

Ogni nostra opinione è frutto del percorso che chi la da, ha fatto. Una opinione è parziale, parla di noi. Ma una valutazione obiettiva? Chi la può dare?

Ci sarebbero categorie professionali, il giudice per esempio. Ma non mi spingo oltre.

Mi concentro sulla sensazione che prima sembrava ci fossero maggiori certezze, oggi tutto è incerto, oltre al futuro economico, anche il fatto che non so a chi posso chiedere una analisi che non sia partigiana.

Quando si allargano i margini dell’indistinto le ombre del malaffare diventano più lunghe.

Noi ormai viviamo in un inestricabile intersezione di realtà che non dovrebbero mai incontrarsi come magistratura e politica, industria e mafia, massoneria e militari, chiesa e ricchezza. La sensazione più profonda è che non ci sia più nulla da fare, ma anche questa è un opinione e spero sia smentita, altrimenti ci sono sempre i Maya a salvarci, per sempre.


Pane

Oggi abbiamo fatto il pane.

Veramente ormai saranno 7/8 anni che pane, focaccia e pizza li facciamo a casa. Non in quelle macchinette che fanno tutto da sole, ma “sporcandoci le mani”.

Impastare è una cosa sana che ti mette a contatto con le buone cose semplici della vita.

Quattro ingredienti di base: farina, acqua, lievito e sale e poi la forza del fuoco.

Ognuno di noi ha i suoi compiti, Laura prepara l’impasto e segue la lievitazione io, qualche volta quando sono a casa, mi occupo di stendere e della cottura.

In un momento in cui sembra che tutto vada così male, che il male prevalga sul bene, in un momento in cui sembra che chi ci sta governando abbia dovuto pagare un prezzo troppo alto per farlo, in un momento in cui la giustizia per come si sta muovendo sembra distratta o corrotta, in un momento in cui il rapporto fra Stato e mafia sembra sempre più intrecciato, in un momento in cui anche i vertici della Chiesa sembrano aver perso il senso del loro giuramento, in un momento in cui anche nel quotidiano si è allentato il senso del pudore nella rettitudine delle proprie azioni, in un momento in cui anche lavorare è complicato avere la possibilità di fare il pane con la donna che ami è un grande privilegio che spazza un po’ dell’amarezza di vivere in questo periodo storico.