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Ognissanti

“Chi fa i Santi senza becco fa Natale poveretto.”

Me lo diceva mia nonna e oggi me lo ripete mia madre.

Sembra proprio che non se ne possa fare a meno per uno come me che è stato abituato a festeggiare in casa ogni pseudo festività dagli onomastici a ferragosto, compresi molti altri eventi minori per ognuno dei quali c’era un proverbio che di solito rimandava a uno sfondo alimentare.

Nessuna stranezza che in infanzia fossi tondo come una palla.

Oggi meno e poche date le festeggio… con una sorta di distacco etico e un po’ snob ma se penso a mia nonna e alla collana di castagne bollite e mele che mi faceva indossare ho una sorta di nostalgia romantica.

Per sicurezza, un po’ di pollo me lo mangio stasera.

In assenza di pollo le mogli più disponibili possono tradire il loro partner in modo da trascorrere comunque un Ognissanti con il “becco” e salvare il loro Natale da catastrofi economiche.

Auguri, kikkirichi e coccodè.


Radici

Ieri ho fotografato le radici di un albero centenario. Garantivano con il loro groviglio la resistenza al vento e alla pioggia di un tronco enorme e svettante verso il cielo. Ci sono alberi e radici molto diverse fra loro, c’è chi si allarga e chi va in profondità, molto in profondità, perchè l’importante è garantire la vita e la crescita della pianta.

Le radici di noi esseri umani sono legate alla famiglia di origine, a quella che, se del caso, ci creeremo nella nostra vita, al territorio, ma anche alla formazione, alle scelte, al comportamento, ogni azione diventa radicamento e anche le nostre radici possono allargarsi o andare in profondità in base alla nostra indole.

Ricordare le proprie radici sarebbe molto utile per ognuno di noi perché ci ricondurrebbe alla reale essenza del nostro essere. Siamo anche il frutto dei nostri avi e conserviamo sempre un tratto d’origine. Mio padre ripeteva spesso un motto sardo che tradotto fa più o meno così “ramo di fico, tronco di fico”.

Il resto sono solo sovrastrutture e costruzioni della nostra immagine pubblica ma il tratto d’origine troverà sempre il modo di emergere, prima o poi.

Come nelle giovinette belle della loro adolescenza che solo guardandole vicino alle loro mamme si ha un quadro del futuro come in una semplice e diretta macchina del tempo.

Voler tranciare le proprie radici può anche essere un desiderio legittimo specialmente in giovane età ma intanto quelle restano e prima o poi torneranno ad alimentare la nostra vita e a ricordarci da dove veniamo.

Le radici di un essere umano a differenza di quella di una pianta non si possono mai estirpare completamente, fortunatamente e purtroppo.