Archivi tag: democristiani

IMU

Non tutti possono essere democristiani.

La comprensione di quello che sta succedendo al Governo e intorno ad esso richiede l’essere democristiano.

Leggo di giornalisti che si affannano ad attribuire meriti di parte a destra o sinistra per la presunta abolizione dell’IMU.

Leggo di tifosi che sbraitano in curva senza conoscere il pregevole valore di un assist perfetto.

Arroganti come i loro eletti giudicano senza sapere osservare.

Essere democristiani prevede la conoscenza delle conseguenze della potenza del battito d’ali di farfalla e la consapevolezza dei tempi oltre la perfetta conoscenza delle regole del gioco.

Non dico che sia un bene essere democristiani e neppure elogio una parte perché loro sono in ambedue gli schieramenti ma constato che la politica è fatta per i democristiani come l’acqua per i pesci, gli altri devono imparare prima a stare a galla e poi a nuotare.

 


Lega

I commenti ai dieci oggetti indispensabili li trovate a corollario del pezzo di ieri, oggi è un altro giorno e di altro voglio parlare.

Questo è un blog dedicato alla fine del mondo e a quanto lasceremmo, a quanto rimpiangeremmo e a quanto di questo mondo già ora non riconosciamo più nostro, ribadisco, così, tanto per ricordarmelo. La lista tornerà, aspetto ancora qualche commento poi vedremo.

Bossi e la Lega è un bel argomento perché in se ha tutti gli elementi della tragedia.

L’eroe, l’antagonista, il figlio dell’eroe, inetto giovinetto, la corte di viscidi leccapiedi e infine le truppe, il popolo, la base.

Il copione è già scritto, finché l’eroe regge è lui che comanda non appena è ferito, i cani latrano intorno alla sua persona e poi azzannano quando sanno di poter ferire mortalmente, infine l’antieroe tende la mano al vecchio e propone la pace chiedendo un prezzo alto ma inevitabile, l’uccisione (politica) della sua corte in cambio della restituzione dell’onore incerottato con le garze dell’orgoglio di appartenenza.

Che meraviglia stì vichinghi, stì barbari sognanti, stì cazzi.

Un movimento onesto e cristallino.

Un solo rimpianto, l’antieroe, come letteratura ci insegna, non ha mai la stoffa dell’eroe.

Bisognerà riconquistare un popolo che si sente preso in giro ma per farlo basterà un uomo in giacca e cravatta? In prima battuta sembra di no. La pace di ieri aiuta tutti perché al popolo serve un uomo in canottiera che urli slogan efficaci come rutti per far infiammare stuoli di soldati rimpinzati di polenta e barbera che riconoscono lo stile e l’aplomb dell’unico leader possibile anche se malconcio all’uomo in cravatta serve l’elettorato non moderato per non diventare un burocrate democristiano delle provincie a nord dell’Impero.