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ladri e sassi

Hanno rubato le biciclette nella stessa piazza dove il protagonista di “ladri di biciclette” le aveva rubate a suo tempo, hanno rubato la vita a una ragazza che tornava a casa dopo aver incontrato il suo fidanzato, hanno rubato tutto quello che potevano dalle casse, hanno rubato quelli dovrebbero garantire i risparmi, stanno rubando spazio alla verità ogni volta che vanno in televisione promettendo che non faranno quello che hanno fatto fin quando erano eletti, mentre noi ci leggiamo e ci scriviamo stanno rubando i nostri dati e i nostri gusti per farli diventare business, rubano la nostra pietà e la nostra partecipazione, il nostro entusiasmo e la nostra comprensione, usano, sfruttano, consumano, scippano, distraggono, sottraggono, impoveriscono, inaridiscono, impolverano, sporcano, inquinano, inguattano, nascondono, insozzano, lordano, violentano, sopraffanno, schiacciano, soffocano, prevaricano, sopprimono, uccidono, questo fanno gli uomini.

Anche altro, talvolta, come sassi, consapevoli e immobili.


Elena

Credo che a chiunque abbia una mail, prima o poi, arrivino messaggi strani.

Ci scrivono banche con le quali non abbiamo mai avuto alcun rapporto, ci arrivano “documenti ufficiali” secondo i quali siamo diventati milionari grazie a lotterie internazionali, ci mandano mail strani tizi che ci chiedono partnership o che hanno bisogno di sbloccare eredità o capitali immensi e hanno pensato a noi per aiutarli, infine ci propongono ogni tipo di ricostituente con particolare attenzione alla sfera sessuale.

Si tratta di una marea di piccoli, medi, grandi truffatori che buttano le loro reti nel mucchio per ottenere qualche riscontro utile. Sono ladri di identità, hacker, ladri veri e propri che hanno spostato nella rete la loro attività che prima si svolgeva nelle strade.

Di questa categoria di magliari quelli che preferisco sono quelli praticano l’adescamento sessuale.

Nella notte e stamattina mi ha scritto tre volte Elena. Sarà un’urgenza? Ecco ciò che mi dice:

Buon giorno! Come va? Voi certamente scioccato il mio messaggio in.?

Voi volete conosci, chi me diede il tuo email e da dove io hai presa? Cerco di spiegare a voi. Sono andata in una compagnia di incontri dove mi hanno domandato degli uomini che mi interessano, poi mi hanno consigliato di scrivere a te tramite email.

Il mio nome e. Elena. Piu di ogni altra cosa, amo l’onesta, la semplicita,il rispetto,spontaneita… Sono una ragazza che non vuole la luna, solo uno che mi renda piu felice le giornate e mi stia sempre accanto, mi capisca e mi faccia sentire sicura di lui.

E, se siete quel tipo che dispone di un grande umorismo, unita e tenerezza e non ha paura di prendere una possibilita in grassetto in questo pazzo mondo – se e l’uomo giusto, l’uomo buono, l’uomo ammirevole sto cercando per – e fatemi sapere che cosa volete realmente creare nella tua vita in modo che possa aiutare con tutti i miei doni, allora faro tutto quanto in mio potere.

Aggiunto anche un paio di fotografie. Spero averti piaciuta. Spero di voglio una lettera da voi.”

Pensavo di risponderle, non fosse per altro ma per fare un po’ di conversazione ad alto livello. Che ne dite?

Ne uccide più la mail che la spada.


Imprenditori

Ho la sensazione che qualcosa non stia funzionando.

Sono andato sullo Zingarelli per cercare conforto.

Alla voce imprenditore ho letto: “Chi imprende, chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi.”

E alla voce manager: “Nell’impresa moderna, il dirigente che assume direttamente le funzioni dell’imprenditore, ed ha quindi potere decisionale nella condotta dell’impresa.”

Ho pensato che queste professioni sono relativamente recenti perché l’età industriale è anch’essa recente e questi lavori sono necessariamente legati alla produzione di beni e servizi su scala allargata. Prima esistevano altre regole e altre erano le leve economiche.

Quindi sono poco più di 200 anni che abbiamo a che fare con queste figure e loro hanno a che fare con l’impresa.

Oggi, a così poco tempo dalla nascita, assistiamo già alla decadenza dei presupposti di tali professioni.

Come sempre un discorso non è valido per tutti ma allo stesso tempo la tendenza di sistema è fin troppo evidente.

Dove per far impresa si pagano mazzette, si evade, si produce all’estero, ci si riempie la bocca del concetto di mercato globale intendendo come globale solo la possibilità di sfruttare la manodopera di Paesi che offrono minori regole di controllo del lavoro non è fare impresa è comportarsi da aguzzini . Laddove queste mezze figure mitizzate e inarrivabili sono aiutate da sistemi statali strozzati dal ricatto dell’occupazione e godono di finanziamenti e agevolazioni che sarebbero logici solo se collettivi e non ad aziendam io non mi sento di parlare di manager ma di faccendieri. Scusate la franchezza ma non ci vuole un economista per comprendere che il successo di buona parte dei manager italiani di maggior successo è costruito sul sangue dei lavoratori (italiani o stranieri) e sulla poca chiarezza. Quindi questi signori che parlano con quell’arroganza che ricorda i prìncipi di una volta non si distanziano di molto dalla classe politica per incapacità, disonestà e connivenze, anzi molto spesso gli imprenditori stessi diventano politici creando una deliziosa commistione di inutilità.

Gli altri, quelli che sanno cosa vuol dire fare impresa, lottano con le banche e con il fisco, fanno quadrato per non licenziare i loro dipendenti, lavorano per contenere i prezzi in un mercato dove non esistono leggi di tutela per i produttori autoctoni, lottano con la piccola criminalità che come zecche cerca si succhiare le ultime gocce del loro sangue. In questo modo anche loro non sono più imprenditori ma si sono trasformati in difensori di un’idea di lavoro d’impresa che non trova riscontro nella nostra Italia contemporanea, peccato.

A noi, che imprenditori non siamo ma siamo cittadini, tocca vedere un tizio che produce in Cina e che parla male di un’altro che delocalizza fuori dall’Italia grazie agli aiuti di uno Stato che interviene come una Banca ma senza chiedere gli stessi interessi.

A me, che non capisco un cazzo di economia, ma che ho studiato di etica mi viene da vomitare attaccato come tutti gli italiani alla trentennale chemioterapia rimbeccillente alla quale è sottoposto il nostro Paese, ma che ci lasciassero morire piuttosto, tanto loro ho il dubbio che siano immortali.