Archivi del mese: febbraio 2013

Mha?

Ieri sera ero molto triste.

La mia tristezza risiede nel fatto che sono vecchio e mi sento ogni giorno più resistente al cambiamento.

Sono figlio della cultura politica, l’ho studiata e praticata. Ho trascorso notti e fine settimana a lavorare in un partito, quando ero giovane. Ho fatto riunioni fiume nelle quali non si concludeva nulla, ho partecipato al tesseramento e alle riunioni di circoscrizione, ho visto gente “dal basso” che sottraeva tempo alla famiglia per fare volantinaggio o si metteva a disposizione per dare una mano, io ci ho creduto ma erano gli anni ottanta, ora non ci credo più.

So esattamente cosa provano gli aderenti al movimento 5 stelle, conosco la candidite e la sensazione di poter cambiare il mondo, conosco la gioia profonda mista a stanchezza vertebrale che significa una campagna elettorale vinta.

Adesso inizia il difficile, non solo per loro ma soprattutto per noi. Non mi sento di confidare nel bene, non mi sento di pensare al peggio. sono stanco di vedere le solite scene con la corte di giornalisti che gridano all’ingovernabilità e allo stallo. I giornalisti sono molto ignoranti in dottrine politiche. Sono una massa di ignorantoni leccaculo, uno per l’altro a destra e a sinistra.

Intorno assordanti silenzi e accuse  servili si affannano mezze figure senza slancio. La politica è bellissima, è una vocazione nobile, quasi una missione fatta per uomini veri capaci di affondare le mani nel fango per tirare fuori la moneta d’oro che giace sul fondo, la politica non è un gioco e neppure un video gioco.

È per questo che sono triste e anche troppo vecchio per sopportare questo baraccone. Una risata ci seppellirà, cazzo.

 


Scelta

La domenica mattina quando tutta la casa dorme tu hai quella mezzora per leggere i giornali in rete e fare anche un paio di riflessioni , non altissime, da domenica mattina appunto.

Pensavo a Pertini, citato anche in una simpatica canzone di Sanremo (lui però giocava a scopone) e pensavo a Napolitano, citato da tutto il PDL associato a parole di non nobile provenienza. Pensavo poi al senso dello Stato e al peso dell’incarico, pensavo al Papa, pensavo a chi è al vertice ma non può più esprimere la sua visione perché oggi è legittimo criticare tutto e tutti possono dare la propria visione del mondo come fosse l’unica possibile.

Ho visto ieri sera un Bisio eccellente perché ha detto l’unica cosa vera riguardo ai nostri politici, sono solo maschere esagerate dell’opera della vita, espressione dei nostri difetti di cittadini.

Non ci sarebbero ladri e furbetti al Governo se noi non lo fossimo noi tutti ogni giorno, non ci sarebbero, puttane e papponi se noi, che li votiamo, non amassimo farci fottere e fottere a nostra volta, non ci sarebbero incompetenti e impreparati se noi per primi prendessimo con impegno e serietà la nostra vita a partire dall’espressione dei nostri diritti.

Pare fin troppo evidente che alcune migliaia di cittadini eletti non possono competere con milioni di elettori. Il popolo può sovvertire ogni regime anche il più sanguinoso, pensate se non può mandare a casa quattro Pulcinella, due Baldanzone e alcuni Arlecchino. Ma non succedere perché noi siamo italiani e abbiamo la nostra italietta da difendere, Volemose bene.

Basterebbe negare la platea a questi buffoni di professione, basterebbe che la televisione negasse spazio a dibattiti e confronti, spegnesse la luce nei talk show politici, facesse tornare a casa quei conduttori drag queen della menzogna che nulla fanno se non alimentare l’ingiustificato interesse.

Sogno un’Italia in cui Gad Lerner si occupi di abiti da sposa insieme a Iccio, dove Mentana diventa il protagonista di Glee, dove Santoro fa il commentatore di catch e, ancora, dove la Annunziata si occupa di Cucina Mediterranea con la Gruber (la mia preferita) che tiene una rubrica sulle usanze alimentari dei popoli del Nord. Un’Italia dove nessun politico può andare in televisione ma al massimo può parlare delle sue idee al bar o in piazza, pronto a raccogliere applausi o pomodori da tutti i presenti.

Ricordiamocelo siamo noi che possiamo scegliere fra Gesù o Barabba, non mi sento tranquillo ma è così, basta che poi non ci lamentiamo se il nostro Gesù viene crocifisso e un Barabba qualunque, per festeggiare, da una cena elegante.


2012 DA14

A pensarci bene non saprei cosa scegliere…

Farla finita il 15 di febbraio per un asteroide (quella del titolo è la sua sigla per la NASA), aspettare fine mese per collassare difronte alle percentuali elettorali che ci restituiranno uno Stato ingovernabile grazie a vanitosi professori, a cavalieri senza cavallo, a magistrati esibizionisti, a radical chic inefficaci e a comici e ballerine oppure finirla in bellezza con il Conclave che ci sfornerà caldo di Spirito Santo il prossimo Pontefice?

In ognuno dei tre eventi si annidano teorie millenariste che sono il sale di questo blog.

L’asteroide è un segno di Dio, le elezioni, un segno degli uomini e il Papa dimissionario un segno dei tempi.

Da tutti e tre gli eventi potranno nascere cose buone o cattive per l’umanità a patto di sapere se sia meglio morire fulminati da una asteroide oppure subire Bertone sul soglio pontificio o Monti al Quirinale. Solo l’asteroide passerà a 24 mila chilometri dalla terra, gli altri, purtroppo, la abitano.


ladri e sassi

Hanno rubato le biciclette nella stessa piazza dove il protagonista di “ladri di biciclette” le aveva rubate a suo tempo, hanno rubato la vita a una ragazza che tornava a casa dopo aver incontrato il suo fidanzato, hanno rubato tutto quello che potevano dalle casse, hanno rubato quelli dovrebbero garantire i risparmi, stanno rubando spazio alla verità ogni volta che vanno in televisione promettendo che non faranno quello che hanno fatto fin quando erano eletti, mentre noi ci leggiamo e ci scriviamo stanno rubando i nostri dati e i nostri gusti per farli diventare business, rubano la nostra pietà e la nostra partecipazione, il nostro entusiasmo e la nostra comprensione, usano, sfruttano, consumano, scippano, distraggono, sottraggono, impoveriscono, inaridiscono, impolverano, sporcano, inquinano, inguattano, nascondono, insozzano, lordano, violentano, sopraffanno, schiacciano, soffocano, prevaricano, sopprimono, uccidono, questo fanno gli uomini.

Anche altro, talvolta, come sassi, consapevoli e immobili.