Archivi del mese: novembre 2012

Presepe

Da domani, fra poche ore, inizierà il conto alla rovescia dell’ultimo mese (21 gg.) della nostra vita.

Che ci crediamo o meno abbiamo iniziato questo blog proprio per esorcizzare questo momento e per riuscire, nell’arco dell’anno, a comprendere le ragioni di una fine annunciata trovandone fin troppe di plausibili e di ricercare anche i momenti positivi di conforto assai rari purtroppo.

Questo ora è il momento delle decisioni importanti.

Albero o presepe?

Io ho optato per il presepe, domani in costruzione con mio nipote. La struttura è faraonica. Ha richiesto un minuzioso progetto e vari sopralluoghi alla piattaia. Infatti il terreno edificabile ha in se alcuni trabocchetti che andranno risolti in fase di gettata delle fondamenta. I diversi livelli della piattaia possono rivelarsi assai insidiosi per l’aspetto prospettico. Gli architetti del paesaggio hanno trovato assai strutturata l’orografia ma, dopo un maestoso lavoro di sbancamento secondo solo ad alcuni riempimenti svolti a Dubai, si sarebbe deciso come procedere.

Vanno sciolti ancora alcuni nodi sull’apertura della grotta e soprattutto sul fondale ma lo staff tecnico è fiducioso che si possano operare scelte che permettano una urbanizzazione razionale e un corretto flusso dei pastori e dei fedeli verso la grotta.

Si voleva arredare la mangiatoia secondo i criteri feng shui ma avrebbe comportato il radicale spostamento della piattaia su un’altra parete non disponibile ad accoglierla oltre che l’apertura delle pratiche di separazione. Rischiando che la Sacra Famiglia non benefici del migliore ambiente si è chiesto al Santo Bimbo di portare pazienza tanto se tutto va bene infatti Lui non verrà neppure messo nella grotta se la data terminale verrà rispettata.

 


Regalo

Ognuno di noi ha un Dexter fra i suoi amici. Uno psicopatico che rincorre la pignoleria assoluta.

Un piccolo maniaco della precisione, un discepolo dell’ordine, un fissato della minuziosità,

uno dalla mira perfetta, dalla disciplina ferrea, dall’applicazione costante e dall’attenzione sempre vigile.

Uno spacca balle che fa sempre tutto perfettamente.

Nella vita di ognuno uno così prima o poi si incontra e bisogna farci i conti.

Se voi lo avete già incontrato e siete in così stretti rapporti da farvi il regalo di Natale, stupitelo con omaggio che non si aspetta, il tagliere per chef psicopatici.

Il tagliere ha scale graduate che permettono di fare julienne e brunoise così piccole che neppure quelle del soffritto dei Puffi, angolature conosciute solo agli architetti e scale di taglio che potrebbero far morire di invidia un maestro di sushi giapponese.

Ve la cavate con 30 dollari e potrete distrarlo per qualche ora, tempo durante il quale potrete mettergli in disordine tutti i CD in salotto

 

 

 

 


Tromba

E se fossero le prove generali del 21 dicembre?

 

Io non so se Dio ha Skype ma se volesse cortesemente telefonare avrei una decina di obiettivi sensibili da segnalargli per le prove generali. Così, in modo che se si debba andare via tutti il 21 almeno possiamo avere la soddisfazione di vedere qualche simpatico onest’uomo precederci nel viaggio senza ritorno.

Non si tratta di vendetta ma di partenze intelligenti in modo da non mettersi tutti in viaggio lo stesso giorno.

Devotamente ringrazio e fiducioso resto in attesa di un riscontro.


Riva

Una volta Iva Zanicchi cantava “la riva bianca, la riva nera”. Oggi resta solo la famiglia Riva.

Ho fissato a lungo la tastiera per trovare la somma di lettere che desse la parola giusta per identificare quella famiglia.

Oggi la scelta non è più fra lavorare o non lavorare ma fra lavorare e morire o non lavorare e morire e questo salto di qualità lo viviamo anche grazie a questa famiglia e alla pletora di amministratori pubblici di diverso livello e schieramento che si assoggettano al ricatto occupazionale anche su questi macabri presupposti.

Trovo questo atteggiamento ancora più offensivo da parte degli amministratori cattolici e da quelli comunisti (o di sinistra). Trovo offensivo che alcuni candidati abbiano accettato finanziamenti elettorali da questa famiglia che peraltro si era già distinta in passato quanto a illuminata e democratica gestione delle proprie risorse umane.

Continuo a guardare la tastiera e a non trovare la parola giusta da abbinare alla famiglia Riva.

Poi ho una intuizione. La parola non la possa scrivere però, non perché sia volgare ma perché suona come un giudizio che spetta ad altre cariche.

Infatti quella parola la può dire solo la magistratura qui in terra e Dio in Altro Luogo e nonostante tutto, da nipote di una tuta blu, mi auguro che non si arrivi a farlo dire al popolo perché altrimenti il 21 dicembre avrebbe un senso, tragico.

Signor capitano si fermi qui, sono tanto stanco, mi fermo si, attento sparano, si butti giù… sto attento, ma riparati anche tu.”

 

 


Rasate

Due cheerleader a supporto della squadra  degli Indianapolis Colt si sono fatte rasare a zero i capelli in onore di Chuck Pagano, l’allenatore della squadra, a cui è stata diagnosticata la leucemia e che a settembre e ha dovuto abbandonare la panchina per curarsi. La sua è una storia che, per fortuna, va verso il lieto fine: i medici hanno rassicurato che la malattia è in regressione anche se le cure continuano. Come sempre in USA l’iniziativa è anche servita a raccogliere fondi donati alla ricerca contro il cancro.

Anch’io, in onore della ennesima annunciata discesa in campo di Silvio Berlusconi, ho voluto fare un gesto simbolico e mi sono fatto un trapianto di capelli. Un capello trapiantato per ognuno che i comunisti gli hanno fatto cadere, ora sembro Branduardi ai tempi di “cogli la prima mela”.

Ho anche attivato un fondo legato all’iniziativa e ho già raccolto 2 euro che sono sempre un inizio. Il fondo è destinato ad aiutare Silvio per il pagamento delle parcelle dell’avvocato Ghedini che ormai vanta nei confronti del cavaliere un debito pari al PIL dell’Africa sub Sahariana.

Ghedini è paziente ma vedendo le olgettine passargli sempre davanti alle riscossioni ha dovuto fare quattro chiacchere con il ragionier Spinelli, così, per farsi dare almeno un acconto, perché anche lui a Natale ha delle spese da sostenere.

Una fetta, di panettone, non si nega a nessuno.

Buone feste.


Ex alunni

Il raduno degli ex alunni è una pratica sadica che funziona solo nelle pellicole cinematografiche. Così avrei risposto se qualcuno me lo avesse chiesto non più tardi di un anno fa. Invece oggi sono sicuro che sia un momento emozionante e anche bello.

Sta succedendo che la scuola dove ho studiato sia stata massacrata da uno scandalo. Per farla breve il rettore è scappato con la cassa e altri ne hanno beneficiato. La magistratura sta ancora indagando.

Mi ha fatto piacere vedere che fossimo una ventina della nostra classe. Decisamente la più rappresentata. Almeno 7/8 non li vedevo dall’anno del diploma che risale a molto tempo fa.

La bella sensazione è stata quella di ritrovare dei “ragazzi” e vederci li mi ha anche un reso po’ fiero dell’essermi maturato con loro. Poi ci siamo fatti travolgere dall’onda calda dei ricordi e siamo tornati giovani. Non è facile spiegare cosa voglia dire quando si cresce e si diventa adulti aver passato almeno cinque anni della propria vita con gli stessi individui.

Ti fa rapportare a loro come a scuola e non per quello che siamo adesso. La barriera dell’intimità è annullata e ti senti di nuovo adolescente quando hai conosciuto perfettamente pregi e difetti di quelle persone e nessuna carica sociale o lavorativa, anche se importante, potrà mai farti cambiare idea sulle loro capacità.

Fra i compagni di liceo il re è nudo, poche storie. Noi generalmente eravamo bravi ragazzi e una classe coesa che, oggi, nelle difficoltà, si è chiamata a raccolta e credo domani ci sarà ancora.

3°C Presenti!


Canti (di Natale)

Le guardie svizzere sono figure vestite di leggiadre divise che difendono non il loro Paese, peraltro neutrale a tutto ma non ai danari che riempiono le loro banche, ma il Papa.

Le guardie svizzere hanno alabarde come Ufo robot e caschi come gli spagnoli del ‘500. Ti aspetti che facciano clownerie per come sono vestiti e invece sono soldati veri e propri, molto riservati che si occupano seriamente della difesa del Papa.

Ora non solo della difesa ma anche del suo meritato relax.

Hanno così deciso, sacrificandosi per molti mesi, di affiatarsi in un coro e di produrre un CD di canzoni natalizie tipiche del Nord Europa.

Alcuni sono canti bavaresi che il Santo Padre cantava da bambino.

Trovo irresistibile immaginarmi Ratzinger bambino vestito da piccolo tirolese con le stesse rughe di espressione di adesso che canta sotto la neve di un immacolato paesino circondato dal bosco incantato e sullo sfondo con l’alabarda nella mano destra e una candela nella sinistra tutti gli armigeri svizzeri che intonano canzoni natalizie. Sento l’odore di biscotti allo zenzero e odo le risate dei bimbi che scartano i doni, alcune renne mi sembra mi sorridano.

Quando smette di fioccare la fitta e morbida neve giro la palla e la neve invade di nuovo tutto il paesaggio e la magia incomincia di nuovo.

Mentre altre palle girano ad altri bimbi nel mondo ma è Natale vogliamoci bene e intoniamo un bel canto. Che ne dite di Alleluja.

 


Elio (ciao)

Io ho sempre avuto il difetto di pensare che dentro un artista ci debba essere una grande persona. Uno che sa dipingere, scolpire, usare le parole a suo piacimento, uno che sa musicarle e magari anche cantarle deve avere un animo nobile e scevro da ogni corruzione umana. Io l’ho per tanto tempo pensata così rimanendo ogni volta deluso dalle piccinerie dell’animo umano che certamente un’artista non potrebbe avere.

Troppo saggio, dotto, profondo, equilibrato o disequilibrato il suo punto di vista per scadere nella miseria da lite condominiale, nella vanità da prole, nella prosopopea di chi ne sa. Un artista non è un uomo ma un semi dio chiamato in terra dal bisogno dei mortali di essere confortati attraverso il suo punto di vista elevato, candito e definitivo.

E invece non è così, l’artista è un uomo e come tale creatura corrotta o corruttibile con solo un dono di espressione diverso dagli altri.

Ho avuto l’ennesima riprova in queste serate guardando X Factor e il veramente triste siparietto rancoroso, bilioso e trasudante provocazione di un cantante che io considero un grandissimo sia per capacità linguistiche sia per seria conoscenza della musica e frequentazione di accordi arditi.

In queste serate Elio è sembrato posticcio come i suoi baffi e le sue parrucche, ha percorso, correndo in discesa, la china dell’ironia tante volte scalata con eroico coraggio e si è tuffato nel mondo come un dio che scende dall’Olimpo e si catapulta in terra. Peccato che a lui nella vertiginosa discesa sia mancato l’ossigeno e il suo cervello ne abbia patito la rarefazione.

Peccato, perché per un tempo gli avevo creduto nel suo linguaggio così trash e futurista da essere raffinato.

Mi consolo però, perché invecchiando apprezzo e scopro nuove forme d’arte sublimi: la personalità sincera che riempie di colore anche il più smorto dei contesti, la forza dell’umiltà che grida come pietra scolpita, la consapevolezza della nostra precaria irrilevanza che intona i canti sublimi dell’animo, l’educazione che è un acuto lungo, interminabile e cristallino.

Cin… cin,  ar… ar.


Good


Genitori

Ieri sera ha telefonato mio suocero e ho risposto io, mi ha chiesto come stavo e se mi avrebbe fatto piacere pranzare con lui, ho detto di sì, mi ha chiesto se fosse andata bene questa settimana, ho detto che preferivo la prossima, allora mi ha detto che mi avrebbe chiamato il giorno prima per fissare per il giorno seguente, gli ho detto che così sarebbe stato ottimo, a questo punto mi ha salutato “ciao bionda, un bacio.”

Non voglio sapere niente della vita sentimentale di mio suocero ma visto che telefonava a sua figlia immagino che per tutta la telefonata abbia creduto di parlare con la figlia, quindi, a questo punto, delle due l’una o mio suocero è rincoglionito pesante o sordo come una campana.

In realtà si apre anche un terzo fronte più complesso: ieri mattina mi chiama mia madre che vuole cambiare l’operatore telefonico del telefonino, dopo averle dato alcune informazioni rispetto al suo traffico le mi ha chiesto “se il mio telefono aveva l’AIDS?” io le ho risposto che non frequenta altri che me e che ero ragionevolmente tranquillo che non l’avesse contratto, quindi lei si è ripresa e mi ha detto  ridendo “intendevo l’ADSL”.

Sul momento ho riso anch’io ma se avesse ragione mia madre e il mio telefonino versasse in pessime condizioni di salute tanto gravi da modificare la mia voce in femminile? E se avesse una doppia vita con una relazione non protetta con un tablet?

Ciò che è certo che se il 21 dicembre non ci pensa qualcuno rischiamo di stare ancora qui diversi anni e di sentirne delle belle, che paura!