Archivi del mese: ottobre 2012

Halloween

Mi sembrava giusto in occasione di halloween segnalarvi gli immancabili e necessari oggetti di sopravvivenza per gli attacchi massicci di morti viventi. Per poco più di 10.000 dollari potete comprare l’intera offerta e ricordarvi che la miglior difesa è l’offensiva.

Attenzione: non usare i suddetti prodotti in occasione dell’odierno scampanellare notturno dettato dalla domanda “dolcetto o scherzetto?”, non sono zombie ma bambini travestiti.


Autunno

Semplicemente mi sono immaginato qui con la persona che amo, un tè bollente e un paio di muffin ai frutti di bosco, niente altro.

 

 

 


Elena

Credo che a chiunque abbia una mail, prima o poi, arrivino messaggi strani.

Ci scrivono banche con le quali non abbiamo mai avuto alcun rapporto, ci arrivano “documenti ufficiali” secondo i quali siamo diventati milionari grazie a lotterie internazionali, ci mandano mail strani tizi che ci chiedono partnership o che hanno bisogno di sbloccare eredità o capitali immensi e hanno pensato a noi per aiutarli, infine ci propongono ogni tipo di ricostituente con particolare attenzione alla sfera sessuale.

Si tratta di una marea di piccoli, medi, grandi truffatori che buttano le loro reti nel mucchio per ottenere qualche riscontro utile. Sono ladri di identità, hacker, ladri veri e propri che hanno spostato nella rete la loro attività che prima si svolgeva nelle strade.

Di questa categoria di magliari quelli che preferisco sono quelli praticano l’adescamento sessuale.

Nella notte e stamattina mi ha scritto tre volte Elena. Sarà un’urgenza? Ecco ciò che mi dice:

Buon giorno! Come va? Voi certamente scioccato il mio messaggio in.?

Voi volete conosci, chi me diede il tuo email e da dove io hai presa? Cerco di spiegare a voi. Sono andata in una compagnia di incontri dove mi hanno domandato degli uomini che mi interessano, poi mi hanno consigliato di scrivere a te tramite email.

Il mio nome e. Elena. Piu di ogni altra cosa, amo l’onesta, la semplicita,il rispetto,spontaneita… Sono una ragazza che non vuole la luna, solo uno che mi renda piu felice le giornate e mi stia sempre accanto, mi capisca e mi faccia sentire sicura di lui.

E, se siete quel tipo che dispone di un grande umorismo, unita e tenerezza e non ha paura di prendere una possibilita in grassetto in questo pazzo mondo – se e l’uomo giusto, l’uomo buono, l’uomo ammirevole sto cercando per – e fatemi sapere che cosa volete realmente creare nella tua vita in modo che possa aiutare con tutti i miei doni, allora faro tutto quanto in mio potere.

Aggiunto anche un paio di fotografie. Spero averti piaciuta. Spero di voglio una lettera da voi.”

Pensavo di risponderle, non fosse per altro ma per fare un po’ di conversazione ad alto livello. Che ne dite?

Ne uccide più la mail che la spada.


Falco

Ad Abu Dabhi esiste un ospedale per falchi.

In realtà l’Abu Dabhi Falcon Hospital è il più grande ospedale per rapaci del mondo.

Nasce nel 1999 dall’intuizione di una dottoressa tedesca e diventato ben presto un centro di eccellenza.

50mila i casi curati in 13 anni di attività.

La falconeria negli Emirati Arabi è molto praticata e quindi la struttura prospera e offre un servizio adeguato alle necessità.

Bellissima la sala d’aspetto dove i falchi con la testa coperta dai loro caratteristici copricapi per impedire di vedere aspettano il loro turno su particolari trespoli ricoperti di erba sintetica.

La falconeria ha ottenuto ottimi risultati anche in occidente come metodo ecologico per liberare i cieli dai piccioni che con il loro sterco distruggono i monumenti. Nessun metodo violento la sola presenza in volo alla mattina dei rapaci tiene lontani gli altri uccelli.

La natura supera sempre l’uomo ma qualche volta anche l’uomo può dare un aiuto alla natura.

 


Lancette

L’ora legale non mi è simpatica. Preferisco far fare alla natura.

Cambiare il normale scorrere delle ore per trovare un profitto economico dettato dal risparmio che deriva dallo spostare le lancette capisco sia utile ma allo stesso tempo mi suona come l’ennesima forzatura dell’uomo.

Ciò premesso stanotte dormire un’ora di più mi fa veramente comodo perché sono a pezzi.

Ne deduco che l’interesse personale possa non andare sempre di pari passo con le proprie convinzioni.

Ma senza fare altre riflessioni sposto già le lancette indietro di un’ora con un piccolo gesto anarchico contro l’ora “legale”. Poi a nanna presto tutta una tirata fino alle 9 ma che per magia saranno le 8. Ottimo.

 


Scelta

Oggi ero a un corso di formazione. Com’è normale ai corsi ci si va per imparare.

Io oggi ho imparato una cosa per me molto bella alla quale non avevo mai pensato.

Di fronte a una scelta che dobbiamo operare far due possibilità siamo costretti, qualunque cosa scegliamo, a vivere un abbandono che riguarda ciò che non scegliamo. Ma se le possibilità sono tre o più non si percepisce più il senso di dover abbandonare qualcosa.

Mi sembra una nozionenon banale e, nella sua semplicità, di larga e soddisfacente applicazione in molti campi della vita.

Pensateci.

 


Carramba

Sapete tutti che sono un fan della De Filippi l’ho già detto e scritto ma forse non ho mai scritto che trovo Raffaella Carrà iconica, quasi una divinità del catodico. Quando il mitico Bob Sinclar ha proposto il remix di “A far l’amore comincia tu” è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Io sono così vecchio da averla vista in diretta ballare il tuca tuca con Alberto Sordi e poi più tardi urlare “Rumore” inguainata in una tutina traslucida.

Insomma sono cresciuto con lei e amo pazzamente il nazional-popolare di cui trasudano le sue trasmissioni. Carramba su tutte.

Queste due donne dell’etere ma non eteree, direi carnali, mi hanno forgiato alla vita in una crescita di passioni. Da Carramba che sorpresa non mi sono più ripreso e solo con l’apertura delle busta ho rivisto la luce in fondo al tunnel altrimenti tetro dell’esistenza palinsestica.

Quindi potete ben capire che acme di emozione ieri sera, a cena da amici, quando ho assistito a una carrambata e all’apertura della busta contemporaneamente in una sequenza di colpi di scena degni della regia di Sergio Japino.

Per farla breve, due ragazze che non si conoscevano hanno scoperto casualmente di essere cugine (nipoti di nonni fratelli), è seguita anedottica familiare e ricostruzione di albero genealogico, superbo.

Erano anni che non mi divertivo tanto. Si attendono altre serate con l’incontro delle famiglie al completo, una storia così è talmente bella da meritare diverse puntate.

Grazie amici (e cugine) di esistere.

 

 


Roulotte

Che ricordi avete del campeggio? Io vengo da quel tempo in cui andare in tenda equivaleva a trasportare decine di chili di zaini pesantissimi e maleodoranti con picchetti arrugginiti e funi di ogni tipo.

Io ho il ricordo preciso del campeggio a 18 anni appena dato l’orale della maturità prima dei quadri, partire in vespa per la Spagna e arrivare così sporchi e logori da essere rifiutati anche dai titolari di campeggi della Costa Brava notoriamente non dei concierge di un cinque stelle lusso. Ricordo poi, vagamente, l’odore di piedi e sudore, il sentore di vomito e cibo rancido e quell’afrore dell’adolescenza quando ogni poro vuol dimostrare di esistere emanando un persistente e pungente aroma di straccio putrido.

Poi forse due massimo tre volte nella mia vita ho dormito in roulotte sempre con l’ansia dello spiffero e la scomodità dello spazio ridotto dove qualunque rumore, ma anche qualunque pensiero, può essere sentito dagli altri ospiti della casa trasportabile.

Oggi sarei pronto ad affrontare un nuovo livello di casa su ruote, anzi ad essere sincero partirei domani per dormire innumerevoli notti alla Methow Valley nella Okanogan National Forest non lontanissimo da Seattle.

Qui sono presenti queste nuove idee di casa trasportabile ideate dall’architetto Tom Kundig dello studio Olson Kundig di Seattle.

Quando le ho viste le ho subito desiderate. E ho sognato di metterne una in un’isola dove una parte della mia famiglia ha origine.

Ma ho anche sognato di andarla a sperimentare in loco. Si accettano prenotazioni a 145 dollari americani a notte per due persone nel periodo di Natale (meglio arrivare prima del 21, per sicurezza), altro che picchetti e mazza o pranzi con gli insopportabili parenti.


420

A cosa serve avere Sky ? Serve se vuoi farti l’amante.

Se tuo marito la domenica pomeriggio vive in mutande e canottiera sul divano per veder i goal da ogni angolazione  tu puoi uscire senza che lui neppure se ne accorga. Se tua moglie ama il format tu puoi andare a calcetto ogni sera e lei non si ricorderà neppure di essere ancora sposata, per ricordarglielo, anche se non vai a giocare a pallone, porta sempre la tenuta da gioco sporca di fango e puzzolente altrimenti, la mattina, che è più lucida, potrebbe insospettirsi.

Ma serve anche per vedere trasmissioni insospettate e utilissime come Attenti al cibo! Su De Agostini Sapere canale 420 di sky.

L’originale è un documentario neo zelandese che con l’ausilio di una conduttrice precisa ed efficace ci racconta cosa troviamo nel cibo, dalle uova ai biscotti, dalla carne alle verdure. Ci insegna a leggere le etichette e ci spiega cosa non c’è scritto e perché. Una roba che se l’avessero fatta in Italia avrebbero incaprettato i produttori e seviziato la conduttrice. I siparietti italiani sono in mano a una coppia (vera) di comici di Zelig che si possono anche tollerare per sentire tutto quanto di interessante emerge nella trasmissione originale. Inoltre molti dei prodotti trattati essendo di multinazionali sono presenti anche da noi. Insomma un buon esempio di quando la tv è servizio e intanto, da fan sfegatato della corretta informazione, continuo a domandarmi perché ho cominciato a pagare il canone della RAI?


Emanuelle

Ho promesso solo buone notizie ma è veramente difficile in quest’anno funesto.

La notizia non è fresca ma sanguina come una ferita profonda e ho avuto bisogno di qualche giorno per metabolizzarla.

È venuta a mancare Emanuelle.

A nome di molti uomini che negli anni settanta si sono fatti da soli (ripetutamente) grazie alla sua ispirazione ricordo questo fulgido esempio di donna che è riuscita a rendere sexy anche una sedia di vimini che altrimenti avrebbe fatto (giustamente) ribrezzo a chiunque.

Emanuelle come ogni saga (con la “a” mi raccomando) che funzioni ha avuto diverse versioni e vanta più tentativi di imitazione delle Settimana Enigmistica ma Sylvia Kristel resta inimitabile.

L’unica Emanuelle non c’è più e noi tutti siamo più soli. In attesa di reincontrarla dal 21 dicembre, per adesso grazie.