Guidare

Viaggiare in macchina mi è sempre piaciuto. Meglio se guido io. O se sono davanti.

I lunghi spostamenti non mi hanno mai spaventato.

La macchina è un luogo dove sono a proprio agio i miei pensieri. Io, ormai si sa, non sono introspettivo e neppure mi interessa capire bene come sono fatto, ma quanto a fantasticare, ricordare e mettere insieme fantasia e realtà sono piuttosto dotato.

Come il bagno, seduto sul wc, è spesso il luogo delle illuminazioni creative il viaggio in macchina è lo spazio delle elaborazioni delle storie.

Spesso in macchina da solo mi commuovo, mi ricordo di un qualcosa di quel posto che sto attraversando che avevo fatto da bambino e l’automobile si trasforma nella macchina del tempo e mi ritrovo negli anni settanta vestito con i pantaloni a zampa di elefante e la camicia, quella bianca con i fiori traforati, mi ricordo perfettamente dell’ombra in quella viuzza che conduce a un ristorante con una mortadella gigante tagliata a coltello, è come fosse oggi il prato davanti a quella casa dove oggi hanno costruito un parcheggio, vedo quelli più grandi di me giocare in quel campo in terra battuta ma con le porte vere che anche lui oggi è un parcheggio ma con ancora le porte dai due lati più corti. E quel baretto dove compravo i cremini è stato sostituito da un negozio di costumi da bagno e la non c’è più l’edicola. Ora c’è un pezzo di autostrada in più ma io ricordo quando si usciva li e si faceva la strada nel bosco fra alberi altissimi e la sensazione di fresco che placava l’arsura estiva di auto senza climatizzatori.

Mentre guido mi viene in mente anche lo stato d’animo eccitato e nervoso della strada d’andata e quello intorpidito del ritorno.

Così tante cose mi vengono in mente quando guido che non smetterei mai. Se passo da luoghi che mi non evocano ricordi comincio a pensare alla gente che abita in quei posti, penso ad una stagione diversa da quella nella quale io sto passando. Mi immagino il cinema la chiesa e il bar con i vetri appannati in inverno, ritmi lenti di provincia. Penso a come sarebbe stato essere ragazzi li. In alcuni posti poi vorrei vivere e, se vedo qualcuno lungo la strada, penso che potrebbe essere il mio vicino di casa. Se una ragazza attraversa la via penso che potrei essere andato a scuola con suo padre. Me lo ricordo benissimo Antonio a scuola era arrogante perché giocava bene a pallone e poi era sempre sorridente a differenza di me sia per il pallone che per i sorrisi ma lo vedessi adesso…e intanto guido, guido e mi perdo nella strada delle mie storie.

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scrivo per mestiere e per divertimento. il resto lo scoprirete leggendo questo blog Vedi tutti gli articoli di finiscetuttoinvacca

4 responses to “Guidare

  • laura

    quando guido la mia testa è divisa in due parti: una parte concentrata sulla strada e l’altra rilassata immersa nel silenzio, nei pensieri, nella meditazione. in effetti non ci avevo mai pensato prima a questa dicotomia, sarà normale?

  • IO

    Mi ricorda i pensieri scivolati senza timore durante un viaggio Genova Londra; una Uno diesel, una vita precedente, un altro secolo…

    • finiscetuttoinvacca

      Anch’io ho dei bei ricordi sul Genova Londra by car, tipo a Calais quando stavamo per bucare l’imbarco perchè ci siamo addormentati nel parcheggio pieno e ci siamo svegliati da soli con la nave che stava per tirare su il portellone…

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