Archivi del mese: agosto 2012

Radici

Ieri ho fotografato le radici di un albero centenario. Garantivano con il loro groviglio la resistenza al vento e alla pioggia di un tronco enorme e svettante verso il cielo. Ci sono alberi e radici molto diverse fra loro, c’è chi si allarga e chi va in profondità, molto in profondità, perchè l’importante è garantire la vita e la crescita della pianta.

Le radici di noi esseri umani sono legate alla famiglia di origine, a quella che, se del caso, ci creeremo nella nostra vita, al territorio, ma anche alla formazione, alle scelte, al comportamento, ogni azione diventa radicamento e anche le nostre radici possono allargarsi o andare in profondità in base alla nostra indole.

Ricordare le proprie radici sarebbe molto utile per ognuno di noi perché ci ricondurrebbe alla reale essenza del nostro essere. Siamo anche il frutto dei nostri avi e conserviamo sempre un tratto d’origine. Mio padre ripeteva spesso un motto sardo che tradotto fa più o meno così “ramo di fico, tronco di fico”.

Il resto sono solo sovrastrutture e costruzioni della nostra immagine pubblica ma il tratto d’origine troverà sempre il modo di emergere, prima o poi.

Come nelle giovinette belle della loro adolescenza che solo guardandole vicino alle loro mamme si ha un quadro del futuro come in una semplice e diretta macchina del tempo.

Voler tranciare le proprie radici può anche essere un desiderio legittimo specialmente in giovane età ma intanto quelle restano e prima o poi torneranno ad alimentare la nostra vita e a ricordarci da dove veniamo.

Le radici di un essere umano a differenza di quella di una pianta non si possono mai estirpare completamente, fortunatamente e purtroppo.

 

 

 


mosca

La mosca non è certo uno di quegli animali che godono il mio favore incondizionato. Sempre meglio delle zanzare che avranno la loro utilità ma faccio fatica a ricordarmelo mentre mi rigiro nudo nel letto con la stanza rovente e loro che mi ronzano nelle orecchie.

Le mosche posseggono una reale utilità, a loro discapito, prima di mettere le ali, e non grazie a una bevanda energetica, sono splendidi vermi ottimi per la pesca, tolto questo, direi che nulla mi affascina di loro. Solo una volta ho visto la foto di un particolare dell’occhio della mosca ingrandito non so quante volte e devo riconoscere è stata una immagine affascinane. Ciò detto la mosca che ronza sui cadaveri apprezzando la carne in decomposizione o si raduna sugli escrementi, diciamo che non sarebbe il primo animale con cui vorrei intavolare una chiacchierata a cena. Però la mosca talvolta fa una cosa che accende la mia fantasia. Quando stai per salire in macchina e sei seduto con ancora la gamba sinistra poggiata a terra e la destra nell’abitacolo vicino all’acceleratore lei entra e si nasconde in un qualche punto ma non appena chiudi la portiera lei comincia a volare e a passarti davanti al naso. Tu puoi aprire anche tutti e quattro i finestrini ma lei non si muove dal deflettore. Tu non la vuoi uccidere ma hai già rischiato il burrone un paio di volte per accompagnarla fuori. Stupido, idiota di un insetto incapace di riguadagnare la libertà a discapito di una morte certa per spiaccicamento o inedia. Ma se invece la mosca con quei suoi occhi prismatici sapesse benissimo dove si trova e sfruttasse solo il passaggio per un suo preciso interesse? Se dovesse raggiungere qualcuno che altrimenti con le sue piccole ali le sarebbe impossibile incontrare? Se amasse l’avventura e la vita on the road, rischi compresi? Ho pensato a questa ipotesi e l’ho trovata più credibile durante un viaggio fra Genova e la provincia di Parma accompagnato da una mosca che non appena arrivati è volata fuori e si è unita in volo ad un’altra che sembrava l’aspettasse.

Secondo me le mosche ci sopravvivranno ma per loro non sarà più così facile viaggiare dopo il 21 dicembre. A ognuno il suo disagio.

 


Rughe

Le vecchie fotografie ti mettono al confronto su come eri qualche anno prima.

Specialmente le donne, guardandole, trovano pretesto per non riconoscersi nel presente. Troppe rughe, troppo ingrassate, per non parlare dei capelli…

Ogni donna, anche se nega, ha questo grave problema dell’invecchiamento, una sorta di maledizione. Tutte e comunque patiscono l’avvizzimento. Noi uomini facilmente conserviamo caratteristiche estetiche interessanti a ogni età. Il brizzolato va bene, un po’ di pancetta fa benessere, le rughe fanno vissuto…

La cosa bella che una donna non potrà mai comprendere è che, fatta esclusione per i palestrati cinquantenni sempre in bisogno di puntelli alla loro egostatica insicurezza, gli altri uomini, quelli sani, amano le donne di ogni età. Inoltre se un uomo invecchia con la sua donna la vedrà sempre bella e fresca come da fidanzati. Non è questione di pazzia ma uno diventa vecchio solo se si vede vecchio.

Gli uomini che inseguono le ragazzine rincorrono in realtà solo la loro adolescenza e ambiscono a una preda da esibire che nulla ha a che fare con un rapporto. La conquista appartiene più a tecniche di guerra che a relazione amorosa e mi fa specie che le donne evolute e sagge dei nostri tempi desiderino essere prede il più a lungo possibile snaturandosi per uomini che non le amano davvero ma hanno bisogno di mostrarle per non attirare l’attenzione degli altri sul loro franare come esseri umani.

Viva la ruga e la tetta un po’ cadente, viva la cellulite e viva le donne intelligenti che ridono anche con la dentiera.


Barboni

D’estate è più facile sentire i sensi di colpa, basta farci caso. Se si gira in città si incontrano personaggi bizzarri di ogni tipo.È come se d’estate avessero la possibilità di mischiarsi alla gente nelle vie del centro, possibilità che d’inverno è loro negata. Esiste infatti un luogo dove i barboni trasandati, viaggiatori e mendicanti, sporchi e maleodoranti, pittori mancati e cantanti falliti, pluri laureati e ignoranti stanno nascosti al buio delle loro vite ma poi, d’estate, si vestono in maniera stravagante e escono allo scoperto, frequentano le vie del centro un po’ spaesati e camminano barcollando fra le gente che si crede normale perché abbina giacca e pantalone.

Loro hanno spesso qualche vistoso difetto fisico e talvolta qualche problema a comprendere le “logiche” del mondo e si affacciano alla realtà in questa libera uscita estiva.

Chissà cosa possono comprendere di noi, composti borghesi, che siamo anche convinti di occuparci di loro e di farlo per il loro bene. Il nostro di bene è che non siano mai troppo vicini a noi.

Alle prime piogge di fine estate questo popolo variegato si ritira in una terra misteriosa dove nessuno di noi è ammesso, una terra tutta loro che mi piacerebbe pensare che la loro fantasia potesse vedere colorata mentre da noi, nel mondo reale il grigio dell’inverno avvolge tutto

 


Ritardo

Essere in ritardo lo trovo irritante. Le persone che arrivano in ritardo le tratto sempre male. Non ho mai sopportato il quarto d’ora accademico e detesto le supplici scuse di un ritardatario. E allora come la mettiamo con il pezzo di ieri che è arrivato alle 10 di oggi.

Potrei accampare una serie di scuse verissime, un’ecatombe di adsl esplose e di inutili soccorsi richiesti ad amici in piena movida estiva. Se le scuse non valgono per gli altri non valgono per me, porcaccia.

Da oggi mi toccherà essere più tollerante, parola che mal digerisco. Ha l’effetto della kriptonite, mi fa star male come chiedere scusa faceva star male Fonzie.

Così oggi mi ritiro in preghiera di riflessione e faccio pace con me stesso, con la rete e con l’umanità che arriverà in ritardo a ogni appuntamento della vita. Ci sentiamo domani.

 


Momenti

Ci sono momenti in cui stai veramente bene e quei momenti diventano ricordi indelebili. Addirittura diventano più vividi e brillanti più passa il tempo. Non sto parlando dei ricordi importanti, chessò il tuo matrimonio, la nascita di un figlio, la vittoria di una medaglia olimpica, il tuo primo giorno a scuola e neanche di belle giornate, piacevoli gite, emozionanti avventure ma di momenti piccoli o piccolissimi che racchiudono la magia della felicità. Ci sono colori, luoghi e istanti che contengono la magia dell’appagamento. È molto difficile spiegare cosa accada a noi stessi quando viviamo quei momenti perché quello che succede comprende molte diverse sensazioni. Io per esempio in quei rari momenti sono rilassato, ma veramente rilassato come non mi succede mai nel resto della mia vita (per informazione nessun fisioterapista è mai riuscito a farmi scrocchiare il collo). Mi ricordo un tuffo in una piscina al calare della sera che mentre nuotavo è diventata notte stellata del deserto americano. Mi ricordo una vasca idromassaggio all’aperto con una birra in mano in un B&B a Cape Code, un immersione in corrente, un piatto di fritto misto a Portovenere, un bacio lungo un muraglione in Toscana con lancio degli occhiali che mi disturbavano, una dormita sul divano abbracciato a Lothar…

Per me vivere quei momenti è come tuffarsi in una nuvola morbida di un materiale che non esiste ma che abbraccia tutto me stesso, molto più di un materasso a memoria di forma. È come galleggiare e resta magico il capire come il tuo corpo senza alcuno sforzo possa stare in acqua e la tua mente salire molto in alto senza quasi più contatto con la realtà esterna.

Dura un istante di consapevolezza ma vale molto di più.


Libreria

Molte cose si possono fare in diversi modi ma, in ogni modo, quando si fanno sono dei segnalatori della nostra personalità.

Mettere gli asciugamani in riga, allineare le ciabatte prima di coricarsi, stendere in ordine di grandezza usando mollette dello stesso colore per ogni capo, fare le valigie sigillando tutto in sacchetti trasparenti oppure ammucchiare tutto in borsoni, sistemare le scarpe nella scarpiera per colore, per modello, per utilizzo. A seconda che una cosa si faccia in un modo o nell’altro si possono capire molte cose di una persona.

Sistemare i libri per esempio è un ottimo segnale per capire chi hai di fronte e oltre tutto non necessita che si aprano mobili, e stanze per verificare altri parametri. Di solito nel salotto di una persona da poco conosciuta ci si passa.

Il metodo dei libri è infallibile soprattutto per le ragazze al primo appuntamento per avere un quadro del giovanotto che le ha appena invitate a “bere una cosa, su a casa

L’allineamento per altezza, per colore, per casa editrice, per argomento sono solo alcune delle variabili.

Pericolosissimi al limite del maniaco seriale sono i possessori di librerie ordinatissime (che spesso sommano le categorie sopra citate) nel caso capitiate in un salotto così tenete sempre le spalle al muro e guadagnate l’uscita con qualunque mezzo e rapidamente. Se c’è una maggioranza di libri dal dorso bianco va bene fuggire anche dalla finestra con il tacco dodici far le mani. Meglio le librerie incasinate che fanno presumere anche qualche lettura da parte del proprietario di casa, probabilmente non avrete trovato un grande amante ma sicuramente potrete scoprire una figura paterna che può sempre far comodo.

I migliori per chi cerca relazioni stabili sono quelli che mettono i libri in orizzontale e verticale con il solo criterio di riempire gli spazi, sono partner affidabili e solidi e persone miti e gentili oltre che di vasta cultura, spesso dedicati al piacere del partner oltre che al proprio. Ma se invece cercate solo una avventura di puro sesso per una notte dovrete trovare al posto della libreria qualunque altra cosa meglio se una tv da 60 pollici o una panca per gli addominali, attente però se c’è uno specchio sul soffitto della camera da letto avete trovato un vanesio innamorato più delle sue che delle vostre curve.

Io allineo le ciabatte, sistemo gli asciugamani e ordino le cose ma della libreria non rivelo nulla.


Pentimento

Ho visto due belle immagini edificanti in questi giorni di due pie donne che cercano nella fede le risposte alle loro vite complicate, mi sono commosso e ho partecipato alle loro vicende con trasporto fraterno, ho rivolto lo sguardo al cielo e ho chiesto retoricamente, “perché?

Immutato in me è il ricordo di Claudia che già aveva scoperto il suo destino dopo le atroci sofferenze a cui aveva sottoposto il suo corpo mercificato e dopo le atroci agonie di migliaia di adolescenti che si sono rovinati su quelle turpi immagini.

Il demonio si annida ovunque e non mancherà mai un prete, un frate, un luogo edificato dagli uomini che potrà aiutare chiunque a sviare dai percorsi del peccato. La chiesa e la stampa aiuteranno sempre chi ha bisogno e si è pentito. Così abbiamo saputo, visto e letto, di due pecorelle smarrite che hanno chiesto aiuto alla chiesa. Una è la bella fidanzata ingravidata dal maldestro calciatore che proprio mentre lui segnava i gol della vittoria lei ritirava l’ecografia che parrebbe inchiodare il centravanti di sfondamento, come si diceva una volta, che si è recata con mamma, fratello e cane al santuario di padre Pio. L’altra, invece, più inguaiata da un esuberante bisogno di vivere mostrandosi, la smemorata infatti dimentica spesso le mutande, fra un convegno di economia e un film porno ha deciso di iniziare il suo percorso di espiazione partendo da Medjugorje.

Due begli esempi di fede e di silenziosa ricerca della propria dimensione interiore. Malignare sul perché i giornalisti avessero esclusive e immagini (in un caso decisamente posate) degli eventi vuol dire non avere fiducia nella stampa italiana sempre così sul pezzo (aggiungerei “di figa” , se non lo ritenessi troppo volgare), ma si sa il diritto di cronaca è importante in un paese democratico.

Mentre si innalza l’alleluja intonato in ogni dove dalla Penisola penso che la “posizione del missionario” non è sempre un danno e mettersi in ginocchio non equivale sempre a pregare.

Intanto, in tutto questo, Cristo resta in croce non può ancora dare ai suoi fratelli in terra quello che meritano, un bel calcio in culo, i chiodi per ora non glielo permettano però magari dopo il 21/12 potrebbe tornare in campo, e lui, si sa, calcia da Dio. Amen.

 


Amo’

Ci sono persone che non mi capita di frequentare ma che esercitano su di me una fascinazione antica perché legata ad alcuni giri frequentati quando ero adolescente.

Una sorta di genere umano sul filo d’equilibrio fra la piccola criminalità e la grottesca tracotanza. Uomini super palestrati, super abbronzati e super tatuati che quando parlano hanno sempre il labbro inferiore leggermente aperto e proteso in avanti come a contenere qualche goccia di saliva di troppo, hanno occhi rotondi a palla e mani grandi da lavori di fatica o da manubri di palestra. Sono tutti tifosi e schierati, hanno tatuati sulla pelle concetti vaghi di onore e rispetto di appartenenza e fratellanza in lingue e caratteri lontani dalle loro elementari conoscenze. Questi uomini si fanno accompagnare da donne di solito minute, con poco seno, con glutei sodi, costumini minuscoli, abbronzatura mogano scuro, loro bevono continuamente da bottiglie da mezzo litro, fumano tantissimo, sono tatuate come maori spesso con frasi di canzoni da filosofi parolieri. Si muovono con una certa volgarità e parlano con voce roca ma sensuale. Mi piacciono sia questi uomini che queste donne per un connotato fisiognomico che conservano, gli occhi buoni. Di questi tempi trovare occhi da vitello nel genere umano è davvero raro.

Fra loro si chiamano indistintamente amo’ sottolineando un imborghesimento e un bisogno di “normalità” che stride con il testosterone e l’inchiostro esposto. Oltretutto se ad amo’ togli l’apostrofo ti resta l’amo con il quale sono stati pescati verso una famiglia che li troverà inflaccidire come i poveri mortali e vedrà  i concetti delle frasi tatuate meno distinguibili sia come significato che come lettura, è così che va la vita almeno che dicembre non ci riservi delle sorprese. Respect.


Mare

Mi rendo conto che se devo andare al mare non conosco quasi nessuna spiaggia.

Non vivo sul Monviso e neppure a Mortara che mi darebbe diritto a non essere ferrato sulle migliori spiagge del litorale ligure, vivo a Genova e questo non mi da scuse.

In realtà io ho sempre passato le mie estati all’isola Palmaria e questo mi bastava a fare il pieno di iodio e salino per un anno intero. Crescendo ho continuato a frequentare l’isola e a non conoscere le altre spiagge. Invecchiando, ho cominciato ad aver meno voglia di isola ma quando si presenta il bisogno di nuotare entro nel panico da ignoranza geografica.

A parte alcuni stabilimenti in città sempre buoni per un tuffo e via le riviere sono sconosciute.

Intanto si deve operare una scelta fra Ponente e Levante. La scelta poi si basa su litorale sabbioso, roccioso o pietroso, la pulizia dell’acqua è dettata da correnti che pare in alcuni luoghi siano particolarmente efficaci. Poi conta lo stabilimento che deve essere confortevole, il parcheggio che non deve essere estenuante, e il tragitto che non deve prevedere code inestricabili.

La sommatoria dei fattori comporta che sia meglio fare un investimento e si compri una bella piscina gonfiabile da mettere sul terrazzo con ombrellone, materassino e i confort domestici.

Se invece è lo spirito di avventura ad avere il sopravvento e volete proprio rischiare sembra che la spiaggia di Bergeggi sia ottimale, io andrò la dove non sono mai stato prima nella speranza di una nuotata rinfrescante e una dormita sotto l’ombrellone.