Estate

Partiti quelli che avevano ancora qualche euro che gli avanzava, la città sta assumendo quella bellezza mitologica dell’abbandono.

Da ferragosto fino a fine mese ci sono i “The Best Fifhteen City Days” cioè i giorni in cui è bello fare il turista a casa propria.

Si può girare in motorino senza  rischiare un aggravamento della silicosi, si possono parcheggiare le auto dove si vuole senza dover litigare con l’arrogante che arriva all’ultimo e vuole soffiarti il posto, si possono frequentare uffici pubblici senza dover portare una 44magnum per far rispettare la fila.

Una volta, meraviglia delle meraviglie, era tutto chiuso e gli anziani percepivano di essere rimasti soli, come nel resto dell’anno del resto, ma con più cinica precisione. Allora, nei mitici anni settanta, se ti dimenticavi di fare un po’ di scorta potevi trovarti in seria difficoltà. Un  panificio a quartiere, come pure un alimentari ogni 20 km e potevi anche morire in ascensore se si fermava o potevi goderne i frutti se eri Alberto Sordi monsignore e ci restavi con la bellissima Stefania Sandrelli.

La città vuota è una metafora dell’inutilità dell’operato dell’uomo e della parzialità dei suoi bisogni. I rumori si attenuano ma allo stesso tempo i pochi presenti si inaspriscono come le marmitte delle moto, le sirene delle ambulanze e il russare dei vicini, ora definito dalle finestre aperte.

L’odore della città in estate è un po’ fastidioso, un bouquet di spazzatura marcia, asfalto evaporato e cibi improbabili preparati da bancarelle e piccoli ristoranti etnici.

Eppure girare in macchina a ferragosto in una città che non sia ad alta densità turistica come Roma, Venezia o Firenze è uno spettacolo assai rilassante, come passeggiare in una foresta pietrificata. Le finestre delle case più belle sono blindate e con le sirene degli antifurti in bella mostra, le fontane spente con gli aloni di alghe rinsecchite sui bordi. I cartelli con le scritte di chiusura delle edicole sono fluorescenti e gli unici ad abitare questo ventre di architettura corrotta sono i vecchietti che vivono al parco. Tutti con le canottiere e le camicie larghe a maniche corte aperte sul petto, le scarpe di pelle traforata con i calzini corti beige e i cappelli di paglia intrecciata con la banda di stoffa a righe, indossano improbabili occhiali da sole e giocano a cirulla, parlano del nuovo sindaco ma anche delle tette della badante peruviana del Giuanin, hanno così tanti anni da ricordare che da bambini al posto dei grattacieli che circondano il fazzoletto di erba riarsa con qualche panchina e i giochi desolati dei bimbi, c’erano campagna e i prati  e loro ci andavano a rubare la frutta dagli alberi e a cacciare con le fionde le lucertole che avevano allora le stesse facce delle loro di oggi.

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3 responses to “Estate

  • laura

    che paura!!! anche io ho gli stessi ricordi dei vecchietti visitors di oggi. come loro da bambina mangiavo la frutta degli alberi della mia terra e oggi ci hanno costruito centinaia di appartamenti e poi se avevo bisogno di fare una telefonata dovevo litigare con mio cugino, il mitico duplex, chi se lo ricorda più…mi sento tanto lucertola! però godo a stare nella città deserta!

  • marisa

    ciao, anche oggi giornata calda e afosa, non riesco a dormire, vedo che godete dell’estate cittadina, qui sembra di essere in un altro pianeta,aperta campagna , distese deserte spiagge cilometriche mare cristallino, natura selvaggia e verace.
    Oggi sono andata a Cagliari, bella citta Cagliari somiglia un pò a Genova citta’ di mare , ho incontrato bella gente, simpatica e aperta. pochi vecchietti in giro, ma si sà per loro cè il “coprifuoco” dalle ore 12 alle ore 18.- si rischia l’nfarto sotto il sole 45°- poco traffico.
    ho incontrato “vecchi” amici ci siamo divertiti a ricordare i bei tempi passati. si, è bello fare la turista a casa propria………
    baci.

  • fausto

    Fa caldo anche dalle mie parti; a Modena siamo nei guai, alberi morti e campi rovinati. Quando arriverà l’acqua, ci bagneremo e ringrazieremo. Intanto bestemmiamo, come nostra antica tradizione.

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