Ricordi

Mettere a posto materiale cartaceo accumulato negli anni richiede un rigore ferreo. In primis, prima di incominciare, bisogna decidere qual è il livello di pulizia che  si vuole fare e poi bisogna tassativamente rifiutarsi di leggere o di guardare le foto.

Se si casca nel tranello della lettura si troverà sempre qualcosa di interessante e se si guardano le foto si entra in uno stato di melanconia che dilata il tempo come fosse un elastico. Per un lavoro di mezza giornata si rischia di starci un mese.

Sono due giorni che risistemo l’archivio cartaceo, a livello di pulizia radicale. Ieri benissimo, ho sterminato accumuli giganteschi di carta impolverata. Oggi ho cominciato a segnare il passo. Ho trovato quella vecchia foto in Olanda in cui noi non ci siamo ma ci sono le nostre ombre riflesse in un canale in una sorta di rito di passaggio da ciò che eravamo a quello che non eravamo ancora. Ho trovato quella vecchia lettera di Danilo che per me è stata sempre importante per il sogno che racchiudeva e che il mio cuore racchiude ancora. La cartolina dalla Spagna della mia prima fidanzata con le sue labbra stampate e la scritta campione gratuito. E quelle belle cartoline di parenti e amici da un po’ ovunque che mi rallegravano. Poi le foto vecchie, quelle in bianco e nero, e la conta dei morti che non si capisce com’è sono sempre più dei vivi.

E quella lettera di mio padre, quasi timida, con i consigli per la mia partenza per Londra.

Le mie vecchie poesie e intere pagine di struggimenti pseudo sentimentali.

Le foto degli amici con le fidanzate tutte sostituite e se poi diventate mogli già divorziate.

Le foto delle mie ex fidanzate le avevo già buttate quando avevo deciso di vivere con una sola donna, e un po’ mi dispiace perché sarebbe bello rivedere le loro facce e la mia in istantanee dalla preistoria.

Penso che i ragazzi di oggi non avranno tutto questo perché sono i loro cellulari la loro memoria storica e una volta cambiati si getta con loro anche una parte della loro vita, il vantaggio è che non dovranno mangiare polvere e trasportare sacchi di carte accumulate.

Sarà meglio?

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scrivo per mestiere e per divertimento. il resto lo scoprirete leggendo questo blog Vedi tutti gli articoli di finiscetuttoinvacca

2 responses to “Ricordi

  • laura

    per certi versi è meglio, meno polvere, meno sofferenze e meno cose da lasciare a chi butterà via tutto dopo di te.
    comunque compro il trita documenti, che belle tutte quelle tagliatelle di carta che solo quelli di c.s.i. sarebbero in grado di riassemblare e risalire a te. via il vecchio!!!

  • Alessandro

    Io ho qualche foto fatta da te ed altre me le ricordo, anche qualche reportage stile underground B/W. Non ci penso per niente a buttare le foto, semplicemente non le guardo, anche perchè sono tutte a casa dei miei alla mercè di mia figlia che è l’unica ad avere una qualche curiosità…Barbara ormai non si preoccupa più di quelle ormai “vecchie bacucche”

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