Fumetti

Come tutti sanno esistono dei portali dai quali poter scaricare ogni settimanale, quotidiano, mensile che si voglia senza pagare nulla. Naturalmente nessuno di noi li utilizza, basta sapere che esistono.

Oggi mi sono intrippato nell’estetica delle copertine dei fumetti di tutto il mondo.

Gli italiani sono molto sexy e mettono spesso il corpo, anche vestito, in primo piano, gli spagnoli sono più creativi e anche visionari in alcune collane, talvolta usano colori fluò e scritte aggressive figlie di street art. I francesi sono molto pratici ma creativi, però hanno un punto di vista centrale a loro stessi. Una cosa mi ha colpito quasi tutti i paesi traducono i numeri di Superman della Marvel e naturalmente a parità di numero ogni stato usa la copertina più adatta al proprio pubblico. Il Superman francese tendenzialmente ascende in verticale e non vola in orizzontale. Assume quasi la posizione di un cristo che si eleva, si sottolinea più l’ascensione che la navigazione, questo mi ha colpito e non ho saputo dare una spiegazione immediata anche se una idea la avrei e riguarda il concetto di uomo che i francesi hanno da Diderot in poi.

Polacchi, rumeni, russi traducono molti manga e mantengono le copertine originali, la produzione locale, specialmente quella russa è la più lugubre che abbia visto, sevizie, bambini squartati e con cicatrici atmosfere suburbane notturne e solo guardando le copertine. I tedeschi sono fermi a Wagner, atmosfere gotiche, combattimenti medievali, cyber gothic, spade e valchirie e via dicendo. Ma la vere assolute chicche sono un Asterix in Thai  (ho riconosciuto Obelix) e tutti i fumetti brasiliani, densi di colori saturi e immagini fanciullesche, tutti i protagonisti sembrano per un pubblico di bambini, come se i fumetti fossero solo per bambini. Topolino in Italia disegna copertine avveniristiche per non parlare di Paperinik, in Brasile sembra di vedere paperino piccolo come in quella rete satellitare dove i protagonisti sono tutti piccini. E poi, infine, il Brasile ci riserva una grande chicca e cioè che viene pubblicato dalla Disney un fumetto tutto dedicato al famoso pappagallo pirata degli anni ‘70.

Insomma paese che vai fumetto che trovi ma con la copertina sempre vicina ai gusti del mercato. In fin dei conti, anche se sono disegni, vanno venduti.

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scrivo per mestiere e per divertimento. il resto lo scoprirete leggendo questo blog Vedi tutti gli articoli di finiscetuttoinvacca

One response to “Fumetti

  • laura

    adoro i fumetti.
    mi hai ricordato che in effetti in ogni paese ci sono le stesse cose con vestiti diversi, è così per i detersivi, per gli involucri dei cibi, delle medicine… è pazzesco come siamo tutti uguali ma convinti di essere diversi…

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