Archivi del mese: marzo 2012

Rimozione

L’elefante morto è stato spostato e sono rimaste nella piazza una enorme sagoma bianca, i tondi di gesso all’interno dei quali sono stato trovati due bossoli e una macchia scura, quasi nera che è quella del sangue assorbito dall’asfalto.

Il suo smaltimento è stato complesso. Nessun macellaio ha voluto acquistare carne di elefante una volta visto l’insuccesso delle bistecche di Cracco che gli hanno fatto perdere una stella Micheline.

L’inceneritore sarebbe stato la conseguenza di legge ma le dimensioni non ne hanno permesso l’accesso alla camera di combustione.

Le alternative proposte sono state o farlo a pezzi e bruciarli separatamente oppure seppellirlo.

Di seppellirlo non se parla nemmeno per problemi di igiene e anche perché non si trovava nessun luogo adatto. Nemmeno quella enorme area dove sono stoccati migliaia di fusti tossici vicino ad un fiume a rischio esondazione.

Farlo a pezzi comportava manodopera che non è stata reperita se non fra cittadini extracomunitari e senza permesso di soggiorno ma che i caporali non hanno voluto distrarre dalla raccolta dei pomodori nemmeno per poche ore.

La camorra si è proposta di occuparsene ma un accordo Stato-camorra, su una cosa così sotto i riflettori e in tempi delicati come questi in cui si parla già di altri accordi, sembra indelicato.

Non si sa come però l’elefante è sparito.

Sembra che nella notte sia venuto l’esercito e l’abbia issato e caricato su un enorme camion  e poi su un aereo cargo che ha preso il volo per l’Africa e poco prima dell’alba l’ha scaricato da 1000 metri a terra senza paracadute. Così come si getta un kleenex dal finestrino.

Tutto a posto quindi, pulizia fatta, problema risolto e un lembo del tappeto sollevato per far posto ad altra spazzatura. Evviva.

 

 

 

 


Elefante

 

Notizia

Un elefante morto in piazza, gli agenti sopraggiunti lo hanno trovato riverso nel suo sangue.

Letteratura

Il sangue formava una pozza nella quale si rifletteva l’occhio sbarrato. Era stato ammazzato un elefante nella piazza principale del paese e ora, ad uno ad uno, la gente si avvicinava silenziosa e commossa nel vedere quella enorme bestia  su un fianco con la bocca leggermente aperta come in un ultimo sorriso.

Reazioni

Il mistero dell’elefante morto nella piazza fa parlare i giornali di tutto il mondo. In rete il video del ritrovamento.

Impazza in rete la elephant mania.

Un segno della collera di Dio l’elefante morto nella piazza del paese. La gente si raduna in preghiera per chiedere perdono.

Colpevolisti e non si scontrano sul delitto. In televisione il plastico della piazza.

La sinistra accusa la destra di maltrattamento di animali.

La destra sostiene che l’elefante è stato ucciso dal clan dei cacciatori di sinistra ai quali non aveva pagato il pizzo.

Gli americani accusano gli islamici di infiltrazioni terroristiche fra gli elefanti.

Gli americani accusano gli iraniani di possedere elefanti di distruzione di massa.

Gli iraniani dichiarano di non possedere elefanti.

L’ONU manda caschi blu a cercare elefanti in Iran senza trovarli.

Gli ambientalisti accusano gli indiani di decorare gli elefanti con colori tossici.

Gli Americani invadono i circhi di tutto il mondo. Picadilly Circus è costantemente pattugliata dalle forze speciali. A rischio le olimpiadi.

Moira Orfei appare in televisione inveendo su chi le vorrebbe usurpare il titolo di Regina degli elefanti.

La CIA sceglie il leader dei clown nella famiglia Bush e supportano elezioni truccate.

In Italia c’è il sole e sale lo spread.

Cracco propone la bistecca di elefante.

Conseguenza

Sarò indagato perché ho messo nello stesso testo in rete parole che non devono stare insieme come: terroristi, USA, islamici, sangue, Moira e Cracco….

Tutto può succedere nel pirotecnico mondo nel quale viviamo…venghino signori venghino.

 

 

 


Canzoni

Colonna sonora ideale per il tragitto casa lavoro (max. 30 minuti) di una mattina assolata e leggermente ventilata.

L’ascolto in altri orari e con differenti condizioni climatiche può provocare gravi danni all’umore, sdoppiamento della personalità, crisi di panico, rifiuto della società, attacchi d’ira, convulsioni non a tempo di musica, dubbi sui propri gusti musicali, crisi di coscienza e vergogna, dubbi sulla propria eterosessualità da “…ma che deliziose tendine”, ansia e visioni di Mal che cavalca Furia.

Ecco la compilation:

Gonna Fly Now (The Rocky Theme Song)

I will survive (Gloria Gaynor)

Simply the best (Tina Turner)

The Final count Down (Europe)

Lady Marmellade (Labelle)

L’elenco mi condanna inesorabilmente alla mia età.

Proporrò altri elenchi nei prossimi giorni per diversi utilizzi.

Questo comunque è uno dei mille possibili per arrivare alla scrivania in ufficio ballando e sorridendo, aspetto vostre proposte, potremo fare la colonna sonora ideale della giornata o delle giornate (piovose, soleggiate, tristi allegre…).

P.S.: oggi è il giorno 100, ne restano ancora 266, e voi, che siete passati di qua, siete ormai migliaia, grazie.


Sport

Uscire in un giorno come questi di primavera con il sole in faccia e un leggero venticello tiepido che ti scompiglia i capelli, se li hai, aiuta ad essere ottimisti. Indossare il giubbotto senza maglione e inforcare gli occhiali da sole ti fa sentire più leggero anche se in realtà, con l’inverno hai accumulato almeno cinque chili sopra il tuo peso forma. Guardare le gemme delle piante che sbocciano, i fiori rosa di pesco, i ciliegi bianchi e l’erba di un verde giovane fa bene al tuo umore ingrigito dallo stare chiuso sempre in una piccola scatola con volante o in una più grande con scrivania.

È il momento in cui vorresti praticare ogni sport. Spolverare la bici, comprare nuove scarpe da running anti pronazione, provare l’ebbrezza delle immersioni in corrente, migliorare il tuo rovescio a due mani.

Mi sento di consigliarti di stare calmo, perché sarà un’estate lunga e densa di sport. Ci saranno le olimpiadi e potrai praticare (emotivamente) ogni sport desideri.

Per adesso prendi un I pod, pad, phone e mettiti le cuffiette nelle orecchie, alza il volume a due tacche dal massimo ed esci nel sole. Scoprirai di avere ancora energia e ti verrà da ballare camminando, sorriderai alla gente e ti sentirai un altro uomo a patto di non sbagliare colonna sonora, Apicella non aiuta. Io sono per la disco anni ottanta, una frullata super energetica.


Lavori

Ci sono mestieri che mi piacciono e altri che non farei. In generale non amo tutti i mestieri di servizio: cameriere, infermiere, addetto allo sportello…

Lavorativamente ho qualche problema a rapportarmi con gli altri da una posizione che non sia almeno alla pari, meglio se di superiorità.

Sono così soggetto a vanità, egocentrismo e sindrome della prima ballerina da avere bisogno che mi venga riconosciuto un ruolo, che mi vengano abbonate alcune stravaganze e che mi si tratti con grande comprensione.

Tutto questo esclude qualsiasi lavoro che prevede contatto con clienti.

Il cliente ha sempre ragione” non è esattamente il mio motto.

Per cui avrei potuto scegliere di fare l’esploratore scientifico al Polo Nord ma mi sarebbe mancato qualcuno che mi dicesse che ero il miglior esploratore vivente. Avrei potuto fare il premio Nobel, ma non ho abbastanza costanza. Avrei potuto fare il navigatore solitario e questo francamente non è del tutto escluso.

Ho deciso però di frequentare i miei fantasmi e mettere le loro sensazioni in fila sulla carta. Carpire segreti e storie non prevede contatto reale con figure da me inventate e che quindi non hanno bisogno che io li assecondi e li blandisca per convicerli che io sono il migliore, loro lo sanno già. Per loro sono di più, sono il creatore. Un ruolo che trovo adatto alla mia personalità.

Il mio analista dice che va tutto bene, che stiamo facendo ottimi passi avanti ma talvolta ho la sensazione che mi tenga nascosto qualcosa.

Anche perché io non sono mai stato dall’analista.


Memoria

Ci sono ricordi che rimangono nella memoria. Passano così tanti anni ma loro restano li sempre vividi e presenti.

La vita di tutti i giorni talvolta riserva momenti speciali, magari normali, ma speciali per noi che li viviamo e quei momenti restano li a futura memoria.

Io oggi ho ricordato la mia prima trasferta a seguito della squadra del cuore. Oggi il calcio mi annoia e lo trovo un po’ patetico per tutto quel mondo di ometti che ci gira dentro. Morti di fama con cravatte troppo grosse e cervello troppo piccolo.

Quando ero adolescente mi piaceva molto non solo per quello che succedeva in campo ma per quello che succedeva fra noi, nel gruppo di amici che seguiva la propria squadra.

La mia prima trasferta è stata a Torino, si giocava Torino Sampdoria e noi, che eravamo a San Giacomo di Robourent, abbiamo fatto un pullman speciale per andare in curva Filadelfia e abbiamo anche rischiato la rissa.

Oggi me lo sono ricordato mentre ero con Fabio.

Tutto questo per dire che ci sono emozioni e ricordi che restano come quelli di Francesco Guccini nel suo ultimo libro “Dizionario delle cose perdute” un elenco della memoria molto bello.

Io ricordo la copertina di via Paolo Fabbri 43, il vinile che ho ascoltato di più nella mia adolescenza, proprio ai tempi della mia prima trasferta, nella notte dei tempi, nella preistoria, circa trenta anni fa.

 


Occhiali

Occhiali da sole, da vista, graduati, correttivi per mettere a fuoco.

Astigmatici, miopi, ipermetropi, gradi, diottrie.

Ognuno oggi può vedere tutto senza sfocature.

Quando ero bambino li ho portati sempre, anche con il tappo color carne con la ventosa sulla lente.

Tutto quello che era correttivo quaranta e passa anni fa non era gradevole, serviva alla sua funzione e basta.

Le scarpe alte per i piedi piatti, le mitiche solette, gli apparecchi per i denti che sembravano delle centrali elettriche, le ingessature enormi.

Oggi si tende a minimizzare, a rendere tutto più gradevole, più sopportabile.

Basta colorare un po’ per rendere meno violento l’impatto che la correzione può avere sugli altri.

Un mondo così solidale da preferire di non essere turbato e dice che lo fa per rendere più sopportabile il correttivo a chi lo deve portare.

Un bel mondo insomma, ipocrita il giusto per renderlo urticante ma non completamente tossico.

Evviva , vado a colorarmi i testicoli che sono sempre più grandi.

 


Bancomat

Se mentre ti parlo guardo la tastiera del cellulare e faccio finta di digitare qualcosa è possibile che io sia timido e non riesca a parlare guardandoti negli occhi. È possibile che tu te ne accorga ed è possibile, ma difficile, che tu me lo dica.

Dicendomi che sono timido si instaura fra noi un rapporto più personale che prima non c’era perché io sono il tuo medico e tu il mio paziente. Io faccio la mia parte tu la tua e tutto finisce li, senza nulla di più.

Non siamo abituati al niente di più. Ognuno di noi eroga prestazioni professionali e personali e non siamo abituati ad avere e dare di più.

Siamo come dei bancomat. Si inserisce la tessera si digita l’importo desiderato e si ritira.

Le persone ormai sono così, delle macchine da cui prendere e poi andarsene.

Non serve altro, non si chiede altro, non si da altro.

Fa schifo?

A me abbastanza.

I rapporti nascono solo quando uno si sofferma a guardare la macchina e a vederne gli aspetti che la caratterizzano…a volte basta una parola, a volte basta un sorriso e qualche volta serve anche ringraziare.

Anche i bancomat possono dare finche c’è credito residuo altrimenti si resta a secco.

 


Mercato

Mi piace molto andare al mercato a fare la spesa. Ogni stagione colora i banchi di tonalità diverse.

Ci sono, in ogni città, mercati importanti e famosi. Per carni, pesce, verdure, spezie e sono tutti molto interessanti. In ogni luogo trovi le tipicità del territorio.

La frutta e la verdura ha toni diversi da regione e regione e la brillantezza aumenta scendendo verso sud. Gli agrumi al meridione sprigionano profumi e colori così accesi da essere brillanti.

Pomodori, insalate, zucchine, meloni, angurie, mele sono così belli per forma ed eleganza.

Le carni, poi a seconda che siano cacciagione, bestie da di grosso taglia  o di piccola taglia, sono appesi, porzionati, lasciati nello stallo intero, maschetta, perfilo, controfiletto, coda, sottocoscia, rognone…

Ci sono parti che hanno nomi diversi ma sono sempre quel pezzo di carne, e poi ci sono porzioni che magari noi non mangiamo ma altri considerano eccezionali. Il pollame, ancora piumato, e poi le creste e i bargigli, le uova i galletti, le galline, i conigli, faraone e fagiani.

Il pesce poi è incredibile. Quando è veramente fresco è traslucido, gonfio, con colori entusiasmanti. Avete mai aperto le pinne di una gallinella, o guardato la mascella di una orata. Non esiste pittore che abbia mai trovato quella tonalità d’oro o stilista che sia riuscito a riprodurre quella scala cromatica su un tessuto.

Certo è uno spettacolo di morte ma allo stesso tempo il mercato è un luogo di grande interesse e che andrebbe fatto visitare ai bambini che spesso pensano che la frutta nasca in cassette e la carne sia un disco rotondo macinato.

La cultura passa anche dal cibo e un bel mercato, compresa la fauna dei commercianti con le loro storie, equivale ad un buon museo.


Primavera

La primavera è arrivata. È una giornata bellissima e calda con l’aria pulita.

Si sta bene sul terrazzo e a passeggiare per strada. Stamattina ho incontrato diversi operai lavorare nei giardini e nelle case, come se proprio oggi fossero ripartite tutte le attività, contemporaneamente.

Anche l’enorme albero seccato improvvisamente l’anno scorso nella villa sulla strada oggi gli operai acrobati stavano segandolo ramo per ramo.

Da noi rimettevano a posto la porta del garage e il portone. Nella casa vicina potavano le siepi.

Da ovunque un fervere di mestieri e di restauri.

Io sono passato in mezzo ai lavori per andare all’ospedale e mi ha fatto piacere vedere questo fermento. È come se ci preparasse al meglio ai mesi a venire, come ha fatto Laura.

E allora buona primavera.