Archivi del mese: dicembre 2011

Valore

Quanto vale un minuto? Quanto in termini di soldi, quanti centesimi o euro?

25 centesimi equivalgono a 15 euro/ora.

E pensare che esiste qualcuno che per cifre di questo tipo ci dona serenità, rinsalda il nostro amore, fa tornare il marito dalla moglie e fa vincere somme di danaro, rende fertili e ti fa passare il mal di fegato causato dai problemi irrisolti? Possibile che stasera festeggiamo l’ultimo capodanno e continuiamo a spendere soldi con maghi e cartomanti?

È possibile. E se vorrete comprare una rivista per leggere il vostro oroscopo troverete decine e decine di proposte di soluzione per ogni sfiga vi venga in mente da 25 cent. al minuto a salire. Si perché la prima fase si svolge al telefono agli stessi numeri che vengono usati per le telefonate porno. Quindi attenzione a non chiamare la maga di Torino e trovare il Mago del belino.

Io non posso prescindere dall’iconica bellezza dei loro annunci. Tutti saldano, offrono, promuovono. Ognuno si dichiara onesto e professano in coro doti e metodi mirabolanti, confezionano talismani e leggono: mente, cuore, carte, fondi di caffé, foglie di tè, stelle, leggono tutto, tutto ciò che non è scritto a parole, purtroppo.

E poi come sono vestiti, acconciati, addobbati. Magnifici, immaginifici maghi allietate la mia vita solo a vedervi sulle riviste o in tv, senza spendere un euro.

Se vorrete maledirmi lo capisco ma lo sconsiglio. Sarà un anno bisestile, in piena crisi economica e si dice in giro anche l’ultimo… vi suggerirei di concentrarvi a risolvere i problemi a 25 cent. al minuto che di lavoro ne avrete a bizzeffe.

Auguri

Domani sarà l’anno finale prevedete guai in vista?


Fibra

Sto leggendo Fabri Fibra, dietrologia. Sono a pagina 79.

Mi fa strano chiamarlo Fabri, io non lo conosco personalmente e sono anche all’antica. Lo chiamerò Fabrizio Fibra (non sono certo che sia il suo vero nome e cognome).

Il signor Fibra, Fabrizio ha stoffa. Io lo leggo per due motivi: mi piacciono (e molto) le sue canzoni ed è uno che si occupa di parole.

Il libro l’ho approcciato con diffidenza. Penso più ai limiti che ai pregi. Sono invidioso? No. Sono vecchio. Il suo libro è perfetto per un target 16 -26, lo dice lui stesso. Io ho quasi doppiato il limite massimo. Ma mi è utile leggerlo.

Fabrizio Fibra è un bravo ragazzo di una volta nel corpo di un giovane contemporaneo. Ha i tatuaggi sul corpo e le parole tatuate nell’anima. Sostanza non apparenza.

Ora esco. Domani e l’ultimo dell’anno. Dell’ultimo anno?

 


Viaggio

Oggi piove. Il cielo è cupo. Il vento è freddo. Siamo in inverno ed è normale. Anche se siamo partiti che era primavera.

Abbiamo cambiato due stagioni in 300 km. Per me ha un senso, sono io che viaggio, guido l’auto, mi sposto a nord e trovo più freddo ma il mio cane che sale in auto con gli occhiali da sole e la camicia hawaiana e scende con i doposci e il piumino chissà se si fa qualche domanda?

Lui non si sposta ma si sdraia e basta. Una specie di esperienza lisergica.

Era comunque molto orgoglioso del suo giubbotto di pelo da top gun e l’ha subito fatto vedere ad un lupo, è seguita una lunga chiacchierata sul fatto che lui non avesse freddo e lo faceva solo per compiacere me. Alla fine una bella leccata e tanti saluti.

Semplice, diretto e senza perifrasi.

Domani prevista neve.

 


Vigili

Scusate il ritardo.

Essere vigili o fare i vigili c’è una bella differenza.

Oggi in macchina, verso le 11 e 30  in pieno centro ho visto imbiancare le strisce pedonali.  Già su questo ci sarebbe da scrivere un libro. Ma il vero spettacolo è stato dato da una categoria di professionisti dell’ordine della quale, per più motivi personali, ho una bassa, molto bassa stima. Erano in mezzo alla strada complicando ulteriormente il flusso delle auto.

Il più triste truffatore che io abbia mai incontrato era un ex vigile urbano, diceva di essere stato trasportato sui dischi volanti e di aver incontrato Gesù. Tutte balle, piccole storie di letto e soldi di bassa provincia. Diceva di conoscere Dio ma aveva solo sviluppato troppo il suo io.

Non sono tutti uguali, certamente, ma gli altri non perdono occasione per mostrarsi poco brillanti.

Domani parto, sarò vigile.

Vigile vuol dire attento, si, attento che lo incontri.

 


Spazzatura

È educativo guardare nella spazzatura, senza bisogno di sporcarsi, solo un’occhiata.

La spazzatura di Natale è molto istruttiva. Ampio spazio a cartoni e imballi di giochi per bambini, pochi cartoni di pandori e panettoni, io vivo in una città dove il pandolce è un dolce tipico e quindi le alternative non sono molte. Lo stesso sarebbe a Verona o a Milano.

Anche la spazzatura è gerarchica e dimostra la sua classe sociale. Nulla di materiale a questo mondo è per tutti uguale ma le sfumature fra il discount e la gourmanderie sono innumerevoli quasi infinite e se uno avesse pazienza potrebbe tracciare le mappe sociali dei diversi quartieri.

Si può fare così o non farlo o fare come un tizio che io conosco che si occupa dei cassonetti di tutto il quartiere e controlla che tutto sia differenziato accuratamente, io lo chiamo l’onorevole spazzino e ho i miei buoni motivi.

Io ho solo guardato, passando, e mi sono immaginato le atmosfere di quelle ville dove le carte gettate fuori erano solo delle migliori boutique e poi ho pensato ad altre case più lontane e meno luminose. Mi sono augurato che esistesse sia qui che la un sentimento che non aveva bisogno di essere confezionato con coccarde e carte laminate da gettare via, poi.

Mi sono immaginato un mondo dove gli onorevoli spazzini non dovessero pensare a gettare le ipocrisie senza sapere dove stoccarle perché non trovano un cassonetto adatto.

Domani nuovi pensieri.


micro macro

Oggi ho visto le stelle e i peli della mia barba grandi come lapis.

Non pensate alla solita sbronza delle feste ho solo giocato.

Con mio nipote, che fa il portiere e parla così veloce e compresso che tutto sembra un codice fiscale, abbiamo giocato con un microscopio elettronico da attaccare alla tele e poi in serata siamo andati a guardare le stelle all’osservatorio.

Una giornata micro macro niente male.

E domani?


Il sacchetto

Auguri a tutti.

Ho aspettato che la giornata trascorresse e svanissero i fumi del brodo di cappone per scrivere di oggi.

Il mio augurio più sincero va alla borsina, la sportina, il sacchetto come volete chiamarlo il vero trionfatore del Natale. È nel sacchetto, magari griffato, che risiede l’improbabile cravatta regalo della suocera. Sempre nella borsina, quella di plastica, prossima fuorilegge, che affronta il viaggio da una casa all’altra l’insalata russa di rosticceria contrabbandata come casalinga dalla giovane nuora. Sempre nella sportina risiede l’avanzo di capitone che nessuno mangerà mai ma che nessuno rifiuta nella consensuale spartizione dei residui del banchetto.

C’è un’altro sacchetto di plastica di solito nero ma anche verde o azzurro, talvolta con i manici gialli, dove tutto, o quasi, prima o poi, finisce per raggiungere un’anonima discarica. Una plastica metafora di come viviamo compiendo spesso azioni che potremmo evitare e non rifiutando mai un’occasione per conformarci all’inutile. È stato un buon Natale e per essere forse l’ultimo non mi voglio lamentare.

Domani vedremo

 

 

 


Giudici

I giudici di X Factor fanno parte di questa nuova professione televisiva, giudicare. Anche qui si ripetono stereotipi classici: il buono, il cattivo, il tattico…ma  la cosa più pesante è l’elementarità del commento e delle dinamiche che vengono create dagli autori. Se avete una Play Station e avete mai giocato a calcio oppure a un gioco sulle Olimpiadi rimarrete sorpresi dalle similitudini, stesse parole e stesso tono. “oggi sembrava in forma, peccato”, “grande prestazione”, “scivola sulla classica buccia di banana”.

Avrei molto da dire sulla banalizzazione dei dialoghi e delle dinamiche di vita quotidiana riproposte dalla televisione ma è la vigilia di Natale e non mi sembra proprio il caso di farvi questo regalo.

Qui piove e quando piove Lothar (il cane di casa) si immalinconisce e non vuole uscire e non mangia, un cane metereopatico adatto ai suoi padroni.

Forma fisica scarsa  tendente all’influenza.

Sto leggendo Aldo Nove e lo trovo bravissimo, lontano dal mio genere preferito ma veramente potente, uno che le parole le sa usare, non credo farà mai parte del gruppo degli autori di uno dei tanti uguali talent tv.

Non ci sarà più una Vigilia, forse.

 

 


Regole

Giusto alcune regole per sapere cosa non si trova in questo blog.

Nessun elenco delle 10 cose da fare prima della fine del mondo salvo che non siano veramente divertenti o surreali.

Dei migliori dieci film, libri, attori/trici chissenefrega (vedrete quanti ce ne proporranno) abbiamo un anno a disposizione vedremo, leggeremo, faremo quello che ci interessa veramente e non in base ad un elenco e semmai condivideremo quello che abbiamo fatto perché parte di una nostra esperienza.

Oggi è il 23 dicembre, non lavoro (posso deciderlo perché lavoro in proprio) e vado al mercato a fare la spesa. Mi piace il mercato perché è pieno di colori e di suoni tanto più in periodo natalizio.

Quest’anno cercherò di non maledire il traffico e la confusione e di godermi la frutta ben allineata per colori e le molte primizie che i venditori propongono nella speranza di vendere anche con la recessione.

Domani è la vigilia di Natale.


Indicazioni

Il 22 dicembre non ci sarà più e per me stamattina è iniziato bene.

Mi hanno chiesto un’informazione stradale e sono riuscito a dare la giusta indicazione. Mi sono sentito utile e mi piace molto sentirmi utile. Quindi ego e vanità serviti.

Quando mi chiedono un’informazione stradale vado sempre in sbattimento perché non mi ricordo mai i numeri e i nomi delle vie e l’ansia crea nella mia testa l’effetto lavagna nera. Quindi tendo a farfugliare qualcosa o, a botta sicura, dare un percorso sbagliato convinto che sia quello giusto, salvo poi appena la persona se ne è andata capire l’errore e vergognarmi. Stamattina è andata bene, al millimetro.

A Boston ogni volta che  ci fermavamo con la cartina (si usavano ancora quelle non c’erano i cellulari con il gps) qualcuno si fermava e in perfetto americano (!) ci ringraziava di essere nella loro città e ci proponeva il suo aiuto. Un paio di volte ci hanno anche accompagnato di persona, che bello.

Io sono genovese (per capirci: torta di riso è finita) e non me la sono mai sentita di ringraziare un turista per essere nella mia città e non me la sono mai sentita di accompagnarlo, però sarebbe bello cambiare e se ci sarà l’occasione ci proverò, sarete i primi a saperlo.

A domani